I PSP rispondono all’Istituto Ipseoa di Caprarola (Vt)

logo-pspI Partigiani della Scuola Pubblica rispondono al comunicato uscito su Viterbo News 24 il 29-09-2017 alle h. 18:50.

In risposta al comunicato del 27-09-2017 dei Partigiani della Scuola Pubblica, la lettera a nome dell’Istituto Ipseoa di Caprarola , legalmente rappresentato dalla Dirigente Scolastica Andreina Ottaviani riporta all’indirizzo dei PSP: “Questo gruppo non conosce minimamente i meccanismi della scuola pubblica, infatti, gli studenti dell’Ipseoa ”A. Farnese” di Caprarola partecipano da anni ad iniziative ed eventi sempre ”gratis” poiché non possono percepire remunerazione per le loro presenze ai vari eventi.

In questo caso, non hanno partecipato alla festa del Pd ma presenziato all’intervento istituzionale del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli unitamente ad altre figure istituzionali del mondo della scuola Provinciale.”

L’iniziativa alla quale hanno lavorato gli alunni, reclutati dal docente Minciotti per conto della DS era sicuramente la festa del PD, come attestano manifesti e inviti ai cittadini con tanto di annuncio e di simbolo.  Un intervento istituzionale può legittimamente definirsi tale se avviene in contesto istituzionale (una qualsiasi sede istituzionale ovvero manifestazione pubblica accreditata come tale), tale non è una festa di partito con pubblico accuratamente selezionato qual era quella in questione.

Il reclutamento gratuito dei ragazzi con la promessa di crediti formativi per tramite la scuola appare appunto fuori da qualsiasi logica scolastica che si rispetti se  volto a favore di una festa di partito, a mezzo di un invito  rivolto agli studenti sul gruppo Fb dell’istituto che dovevano pervenire sul posto a fronte di un viaggio dal loro paese, senza indicare la vera natura della festa.

Ancora più grave la mancanza di sensibilità istituzionale della Ministra sotto i cui occhi si è svolta la vicenda, la quale ha anche oltretutto disdegnato il colloquio richiesto dal gruppo di docenti che manifestava a 50 metri da lei .

“Non permetteremo ad un anonimo gruppo che fa dell’ignoranza e della disinformazione uno strumento di propaganda a fini a noi totalmente incomprensibili, di ledere il buon nome di un istituto che ha sempre agito per il bene dei propri studenti e della collettività.”

Ci dispiace che l’Istituto Farnese di Caprarola ritenga di essere stato leso da noi Partigiani della Scuola Pubblica, che viviamo il mondo della Scuola ogni giorno e siamo dei professionisti che hanno a cuore la prerogativa costituzionale di organismo autonomo e plurale della Scuola statale pubblica senza farci piegare da logiche di partito.

Il nostro “anonimato” non è vigliacco ma solo indice di una collegialità solidale tra i membri del nostro gruppo in ogni azione. Se ci siamo permessi di mettere insieme i pezzi disseminati su Fb dal docente Minciotti di questo episodio di cronaca per farne un comunicato stampa al fine di portarne a conoscenza i cittadini, non siamo stati noi a ledere il buon nome dell’istituto, ma probabilmente chi ha agito come ha fatto.

Infine, breve notazione “tecnica”. Stanti le incontestabili evidenze documentali, di cui l’istituto di Caprarola è ben consapevole, è opportuno che esso, a propria tutela, eviti di minacciare “gratuitamente” querela, per non rischiare un effetto boomerang con una denuncia per calunnia, reato peraltro perseguibile d’ufficio

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Crediti formativi in cambio di lavoro gratis alla festa del PD

22070178_10213819501312829_121230574_oContinuano segnalazioni di prestazioni di lavoro gratuite da parte di studenti su sollecitazione di insegnanti e di Dirigenti Scolastici alle feste del Partito Democratico, lanciato  in una sfida elettorale all’ultimo sangue.

A denunciarlo sono ancora una volta i Partigiani della Scuola Pubblica. Incriminata questa volta la festa (tenutasi il 9 settembre scorso ) del PD di Viterbo , feudo dell’ex ministro Fioroni. “Urgentissimo: mi servono 10 ragazzi disponibili e con la divisa completa di sala per una manifestazione importante a Viterbo con la presenza della ministra dell’istruzione. Ci sarò anch’io,  la sera del 09 settembre, ricordatevi che passano come crediti formativi e potrebbe esserci anche un rimborso spese”, scrive il prof. Riccardo Minciotti il 5 settembre sul Gruppo FB dell’Ipseoa di Caprarola ( VT).

 Come si evince dal testo del post, il docente, nel suo invito allettante, omette un piccolo particolare: dire di che festa si tratta. Accolgono l’invito 6 ragazzi, ma la scoperta che li  lascia perplessi appena arrivati sul posto è il fatto che la tanto sollecitata adesione è avvenuta a beneficio non di una festa pubblica qualunque, ma della festa del PD con tanto di Fioroni come sponsor e della Ministra Fedeli come ospite d’onore.

Dopo essere arrivati dal loro paese, i ragazzi rimangono a svolgere servizio, incoraggiati tra l’altro dalla presenza vigile della stessa Dirigente, che, attraverso un altro post sul medesimo gruppo FB scritto dallo stesso docente, li aveva sollecitati a prestarsi a questa serata.

Mentre gli studenti , reclutati a costo zero (il rimborso spese non si è visto) in cambio di una mancetta a base di crediti formativi, sotto gli occhi compiaciuti dell’ex Ministro dell’Istruzione e di quello in carica, nonché della loro Dirigente Scolastica prestano servizio dalle 17:00 alle 23:30 circa,  un centinaio di insegnanti dissidenti, regolarmente autorizzati, a 50 metri, a Piazza Fontana di Piano, sotto la vigilanza delle forze dell’ordine, manifesta pacificamente proprio contro quella “Buona Scuola” che è all’origine di tante analoghe iniziative del PD.

Il comitato di insegnanti riesce a far pervenire alla Ministra una missiva in cui le si chiede di visitare il banchetto da loro allestito a così breve distanza, ma senza riscontro. Irrinunciabile evidentemente per la Fedeli è la festa del PD col suo pubblico compiacente.

Ancora più subdolo appare il ricorso a minori sotto promessa di crediti formativi per partecipare in qualità di camerieri all’iniziativa della cui vera natura erano all’oscuro sia loro che le famiglie (che ne è della tanto sbandierata trasparenza e del Patto Formativo?).

Infatti a questa specifica passerella del Partito Democratico c’erano figure istituzionali del mondo dell’istruzione dalle quali ci si sarebbe dovuto aspettare piuttosto una tutela da questi comportamenti che una compiacente promozione degli stessi e  se pensiamo che la festa aveva tra i suoi temi anche “Formazione e lavoro: la sfida dell’occupazione”, perché allora il Partito “del lavoro” non si è rivolto ad un regolare catering, con regolari lavoratori, con regolari retribuzioni?

Ancora una volta  nell’esperienza di questi ultimi anni di “Buona Scuola” del PD, ben mascherata dal lessico aziendalistico anglosassone completamente estraneo al mondo della pedagogia, sembra di rivivere la scuola dell’Opera Nazionale Balilla, con i suoi inviti ad obbedire senza domandare, con il suo legittimare il regime ad ogni costo da parte di insegnanti e Dirigenti Scolastici, anche a prezzo di contravvenire alla loro alta funzione etica.

 

Presentata la LIP a Catanzaro. Oggi depositata a Roma in Cassazione dal Comitato nazionale

21458760_1148748925257034_1612863140_oI Partigiani della Scuola Pubblica di Catanzaro e Provincia e il Comitato “Per la Scuola della Repubblica”, aderisce alla raccolta firme per depositare in Parlamento la Lip per la Scuola della Costituzione (riforma alternativa alla Buona Scuola) e anche la proposta costituzionale per riformare gli articoli 81, 97, 117 e 119 sull’obbligo del pareggio in bilancio che è stato spesso dai governi usato come pretesto per operare gravi restrizioni sui servizi come sanità e istruzione . Parola d’ordine dell’iniziativa legislativa Popolare : salvaguardare i diritti fondamentali delle persone. Dopo la lunga esposizione sull’articolato della Lip e della proposta di Iniziativa Popolare per la modifica della Costituzionale fatta da Bianca Laura Granato, gli interventi di Rosella Cerra sui Nidi d’Infanzia, di Gianfranca Bevilacqua sui ricorsi contro presunte attribuzioni viziate del bonus di merito avvenute in 2 istituti di Catanzaro e di Daniela Costabile sulle iniziative dei docenti Autoconvocati per una piattaforma rivendicativa per il nuovo contratto. Così  il giorno prima che venga  presentata in Cassazione, la Lip già è il simbolo della lotta contro la Legge 107/2015. Non è un testo perfetto: nel tentativo di trovare la quadra con le forze politiche di sistema finora al Governo, per convincerle a discuterla in Parlamento, purtroppo qualche contaminazione con la legislazione corrente l’ha subita nei vari emendamenti che si sono susseguiti dal 2006 ad oggi, malogo-psp il riscontro di Catanzaro è che il mondo della Scuola non ha intenzione di recedere di fronte allo sfascio della legge 107/2015 ed ha scelto la strada della lotta come unica possibile. Lotta per la Scuola, lotta per i diritti negati col pretesto del pareggio in bilancio. Nell’attesa anche del pronunciamento dell’assemblea del Coordinamento Democrazia Costituzionale del 2 ottobre, la squadra dei Partigiani della Scuola Pubblica su Catanzaro e provincia e Cosenza è pronta per la nuova sfida su Scuola e Costituzione.

I PSP presentano la raccolta firme per la LIP in Calabria. Domani a Catanzaro presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro

logo-pspIl  7 settembre 2017 alle 17:00 presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro, Bianca Laura Granato per conto del Comitato “Per la Scuola della Repubblica “ Catanzaro e Provincia assieme ai Partigiani della Scuola Pubblica presenterà la LIP Scuola e la proposta costituzionale di riforma dell’art. 81. Interverranno le docenti Daniela Costabile, Rosella Cerra e Gianfranca Bevilacqua per ampliare la discussione su altre iniziative portate avanti dai vari comitati sul fronte della lotta alla legge 107/2015 detta “buona scuola” e alle deleghe, nonché sui nidi d’infanzia. Questa iniziativa nasce in concomitanza con la presentazione in Corte di Cassazione del testo della Lip prevista per l’8 settembre p.v.  per raccogliere adesioni alla conseguente raccolta firme che avverrà a partire da Gennaio 2018. 50.000 in tutta Italia le firme necessarie per depositare la legge in Parlamento, in attesa che venga discussa. La Lip scuola era già stata depositata in Senato nel 2006, mai discussa . Questa versione aggiornata è stata licenziata il 22 gennaio 2017 ed è frutto di una mediazione tra le proposte dei vari comitati Lip sparsi per tutta Italia .  Sì tratta di una legge quadro per un  modello di scuola statale fedele al dettato costituzionale: laica, inclusiva, democratica, efficace e plurale.

L’impegno del Comitato e dei Partigiani della Scuola Pubblica sarà profuso anche sulla proposta di ri

forma dell’art 81 della Costituzione sull’obbligo del pareggio in bilancio, che molto spesso si è rivelato un capestro che ha impedito ai cittadini l’esercizio

del diritto alla salute, all’istruzione, alle pari opportunità. Le due iniziative dei Comitati Lip scuola e del Coordinamento Democrazia Costituzionale potrebbero essere portate avanti di pari passo a livello locale a partire dal gennaio 2018.

locandina lip

A 2 anni dalla Riforma della Scuola: quali gli effetti e i vantaggi? I PSP ne decretano il fallimento totale

logo-pspLa legge 107/2015 , detta “buona scuola”, è un fallimento “de facto”! Il servizio pubblico peggiora esponenzialmente specialmente per gli studenti e la norma si è quasi sempre rivelata inefficace e gravemente deficitaria.

Un anno e mezzo di buona scuola ha consegnato studenti, famiglie, docenti, dirigenti e personale ATA al caos più totale .

È stata la riforma di Renzi che ha colpito più categorie sia direttamente e indirettamente.

I grandi penalizzati sono stati gli studenti, che oggi hanno effettive opportunità formative molto ridotte rispetto a prima.

L’alternanza scuola lavoro ha sottratto numerose ore ai  curricoli disciplinari tradizionali nella maggior parte dei casi senza restituire vera formazione. Ogni giorno assistiamo a segnalazioni di esperienze di sfruttamento, di scarsissimo impatto formativo e oggi finanche di molestie sessuali.

La teoria dell’esperienza che sarebbe già di per sé formazione non convince nessuno ! A parte che non tutte le esperienze sono da considerarsi positive se rapportate all’età minore. Inoltre, se così fosse, le scuole potrebbero addirittura chiudere, visto che la precarietà che il Governo chiama eufemisticamente “flessibilità” con la quale ha distrutto il mondo del lavoro e della previdenza, è fatta di continue ed inesauribili “esperienze” , mentre la scuola è un’esperienza irripetibile nella vita di una persona.

Proprio per questo i saperi disciplinari acquisiti a scuola avrebbero potuto costituire basi insostituibili e casomai ci sarebbe stato bisogno di ampliarle , invece,  in aggiunta al regalo della precarietà e della disoccupazione endemica, il Governo ha anche sottratto ai nostri ragazzi reali opportunità formative gratuite per lasciare sempre più fronti aperti alle agenzie formative private!

Dirigenti vengono costretti ad insostenibili carichi burocratici e di responsabilità senza corrispettivo economico, perché la scuola possa apparire buona senza esserlo.  Anche loro sono ormai al tracollo e sul piede di guerra.

E l’Invalsi? Come si inquadra questo spettrale carrozzone che ci costa 14 mlni di euro all’anno per attestare un apprendimento scollato completamente dai tempi e dalle metodologie didattiche utili a far maturare una coscienza critica?

Con la delega sugli esami di Stato è prevista l’esclusione dall’esame per quanti non abbiano a suo tempo sostenuto il Test, non anonimo, ma identificabile.

Insomma gli studenti devono dimostrare di essere bravi sudditi e gli insegnanti bravi formatori di sudditi .

Il Governo parlava di continuità didattica e invece propinava ai docenti contratti triennali e titolarità di ambito anziché di scuola, proprio l’opposto!

Per non dire che l’anno scolastico appena concluso con le procedure aggravate della chiamata diretta e delle assegnazioni provvisorie ha lasciato gli studenti senza insegnanti per oltre metà anno scolastico. Quest’anno molti dirigenti infatti rinunceranno alla chiamata diretta per attendere le assegnazioni dell’ATP. I  426 firmatari della protesta non saranno i soli:  molti altri Dirigenti che non lo hanno dichiarato lo faranno di propria iniziativa.

I docenti plurititolati  e i precari storici sono stati assunti a casaccio nella classe di concorso dove c’era posto e lontani mille km da casa, mentre quelli meno titolati sono finiti sotto casa sulla cattedra da loro ambita: Infiniti i ricorsi vinti su queste vertenze, i cittadini pagano le spese  dell’algoritmo farlocco del MIUR .

Il pasticcio della chiamata diretta è stato svelato: per insegnare in ogni scuola c’è una richiesta di formazione specifica che costa agli aspiranti dai 5 agli 8.000 euro. Ecco come si alimenta la formazione privata: ormai le scuole sono diventate una occasione di business per privati e sindacati (ai quali è stata così tappata la bocca) che formano gli insegnanti e una partita di giro per consentire al MIUR di mantenere con gli stessi miseri stipendi dei docenti anche le università.

Come è evidente il PD ha trasformato la pubblica Istruzione   esclusivamente in una occasione per muovere tutto un mondo di interessi in cui gli studenti occupano un ruolo sempre più strumentale e marginale a beneficio di tutt’altri processi di natura economica privatistica.

 L’ottica neoliberista fa da padrona  nella scuola statale di Renzi. Il lavoro extra degli insegnanti oggi definito“merito”, valutato con criteri opinabili e tutti difformi viene, anziché quantificato in ore e definito contrattualmente, dispensato  come mancia ai tuttofare del Dirigente Scolastico.

Anche l’introduzione di questo “merito/mancia” costituisce un cambiamento di matrice meramente ideologica per accentrare il potere retributivo nelle mani del Dirigente. La diretta conseguenza di ciò è che per i lavori extra curricolari gli insegnanti spesso impiegano le ore  stesse di lezione, sostituiti quando possibile dall’organico di potenziamento .

Tutte queste pratiche  sottraggono nell’indifferenza generale agli studenti altre ore di lezione!

Che dire della delega sul sostegno che limita ulteriormente l’accesso al diritto allo studio ai disabili sempre più abbandonati al loro destino e privati de facto del loro docente di sostegno?

Siamo di fronte ad uno smantellamento pianificato, progressivo e inesorabile del servizio pubblico scolastico e dei diritti ad esso connessi. Ma anche nello smantellamento il malfunzionamento di tutto ciò che è scuola e che ruota intorno ad essa, in Italia, costituisce il più grande e non cammuffabile fallimento di questi due governi di matrice renziana.

Partigiani della Scuola Pubblica oggi sono tra i più accesi e attivi promotori di una revisione radicale dell’impianto scolastico della Buona Scuola attraverso le forze politiche  disponibili a condurre questa fondamentale battaglia per i diritti costituzionalmente sanciti e per un reale progresso civile ed umano del nostro Paese.

 

PSP: CHIUDONO 51 SEZIONI DI POLIZIA POSTALE, STRONCATA LA LOTTA CONTRO IL CYBERBULLISMO NELLE SCUOLE

La “razionalizzazione” governativa colpisce anche la polizia postale: ben 51 sezioni presenti sul territorio verranno chiuse e il personale mandato nelle questure di tutta Italia. Il 5 aprile, presso il Viminale, é stato presentato il progetto la programmata riunione sulla “Razionalizzazione dei Presidi di Polizia Postale” e sulla “Convenzione con Poste Italiane”.

polizia-postaleIl Direttore Centrale Sgalla ha argomentato a sostegno di una nuova architettura della Polizia Postale e delle Comunicazioni, strutturata in 20 Compartimenti Regionali, 8 Sezioni Distrettuali e 21 Sezioni Provinciali, con la chiusura di ben 51 sezioni attualmente presenti sul territorio. Quindi, in 51 provincie, per “recuperare” 278 poliziotti, che verrebbero trasferiti, per lo più, nelle Questure, si cancellerà quello che rappresenta il riferimento umano per tutti i cittadini del web.

La capillare presenza sul territorio della Postale rappresenta un riferimento di garanzia per tutta la popolazione. Proprio nel momento in cui imperversano fenomeni di cyberbullismo e di pedofilia telematica e la Polizia Postale aiuta anche tutte le vittime di questi crimini: studenti, studentesse e anche insegnanti, il nostro dissenso a questo scellerato progetto non può non farsi sentire. Come Partigiani della Scuola Pubblica esprimiamo piena solidarietà e sostegno alla polizia postale e chiediamo a gran voce che nessuna sezione provinciale della Polizia Postale venga chiusa e che il personale di questi uffici sia idoneo alle attuali esigenze di sicurezza.

Non è possibile “recuperare” poliziotti a discapito della sicurezza del web e poi vedere centinaia di agenti schierati per tutelare una partita di calcio o nelle parate istituzionali per difendere gli esponenti di un governo illegittimo che si portano in mezzo ad una cittadinanza che li detesta.

 

PSP: APPROVATI I DECRETI ATTUATIVI DELLA RIFORMA TRUFFA, SENZA IL CONSENSO DI NESSUNO. TONI TRIONFALISTICI DEL GOVERNO PER NASCONDERE UN AUTENTICO MASSACRO DELLA SCUOLA

logo-pspIl Consiglio dei Ministri il 7 aprile apre la stura alle deleghe sull’inclusione, gli esami di stato, sulla formazione iniziale, sull’istruzione professionale, sul  diritto allo studio, sulla cultura umanistica, sulla scuola italiana all’estero.

  Nonostante le critiche durante le audizioni, Noncurante delle proteste che hanno accompagnato la legge detta “buona scuola”, noncurante del pessimo risultato del referendum costituzionale, che delegittima un operato già screditato dagli esiti che ogni giorno è sempre più difficile nascondere a studenti, genitori ed insegnanti, come su un binario unico e senza freni procede spedito il governo dei “programmi “.

Chi si cela dietro questi programmi? Gli accordi di Lisbona? E chi c’è dietro?

Noi sappiamo solo che siamo illegittimamente governati da oltre 10 anni e che chi è l’artefice di tutto questo andrà avanti più possibile distruggendo quello che resta della Scuola statale pubblica italiana, perché è scientifico che per legittimare la privatizzazione dei servizi, bisogna convincere i cittadini che quelli pubblici sono inefficienti.

Ma noi Partigiani della Scuola Pubblica denunceremo ogni giorno le ore di lezione e di studio che i nostri ragazzi hanno perso per vendere panini al Mac Donald’s, quelle che hanno perso perché gli insegnanti non erano  in servizio all’inizio dell’anno scolastico, le ore perse nei progetti inutili, ma necessari per i finanziamenti che consentono di tenere aperte le scuole, le spese continue a cui i ragazzi sono chiamati a far fronte per accontentare i privati che come sanguisughe assediano le scuole con le loro pressanti ed inopportune richieste, i tagli alle ore di sostegno didattico agli alunni con disabilità, la privatizzazione della Scuola dell’Infanzia Statale.

Finché ci sarà chi denuncia, gli atti di regime non resteranno impuniti: le urne, sia pure tarde, restituiranno ai cittadini la possibilità di dire basta!!