I PSP ricevono e diffondono la lettera di una Docente, assegnata ad una scuola diversa, ad anno inoltrato e in barba alla legge.

“Mi chiamo Lara Nocito e sono una docente di ruolo di italiano, latino e greco che ha come sede di titolarità il liceo classico di Cassano Ionio (Cs).

Ho fatto domanda di assegnazione provvisoria, come previsto dalla norma: si tratta della richiesta, con validità annuale, di poter insegnare in un’altra scuola più vicina a casa.

Io ho il ricongiungimento a Cosenza e insegno da quasi vent’anni.

L’ATP di Cosenza, cioè l’ex provveditorato, sbaglia le graduatorie e, in base a questo errore iniziale, colloca i docenti in scuole sbagliate già dall’inizio di settembre.

Io personalmente, pur avendo la possibilità di insegnare al liceo classico Telesio di Cosenza, in base alle disponibilità comunicate dal dirigente di posti da destinare a questo tipo di movimento, vengo invece assegnata al liceo classico di S.Marco Argentano, altro comune da me opzionato, solo dopo quello di Cosenza naturalmente.

Prendo servizio il 3 settembre e inizio ad insegnare in quella scuola. L’ATP viene commissariato dal dirigente regionale che si fa carico delle correzioni. Inizia una serie di azioni senza precedenti.

Io stessa, all’inizio del mese di settembre, scrivo due email di reclamo, ma non ricevo risposta alcuna.

Il 27 ottobre, trascorso ormai un mese dall’inizio della scuola, temendo nuovi spostamenti per l’intervento della Task Force nominata dal dirigente regionale, scrivo di nuovo, rinunciando ad una eventuale correzione, considerato l’avvio inoltrato dell’anno scolastico e il forte disagio in cui gli alunni sono ripiombati a causa della chiusura delle scuole con avvio della DAD.

Il mio lavoro prosegue a distanza, gli alunni didatticamente sono andati avanti, quelli del primo anno iniziano a tradurre dal latino e dal greco con mia grande soddisfazione.

La notte tra sabato 14 e domenica 15 l’ATP di Cosenza pubblica le nuove assegnazioni e vengo spostata, direi arbitrariamente considerato che una legge lo impedisce (Dlgs 297/94 art.455, comma 12), trascorsi 20 giorni dall’inizio dell’anno scolastico, presso il liceo Telesio di Cosenza.

Domenica 15 novembre invio una diffida tramite legale. Nulla. Così lunedì 16 assumo servizio presso il liceo Telesio.

Qui mi vengono temporaneamente assegnate alcune classi e naturalmente sono costretta ad affrontare alunni spaesati e addolorati per la perdita della loro precedente insegnante, a cui naturalmente si erano legati, lavorando con lei dall’inizio dell’anno scolastico.

Una situazione difficilissima, emotivamente soprattutto, aggravata dalla conoscenza a distanza. Intanto sono trascorsi 5 giorni e durante la scorsa notte vengono pubblicate nuove correzioni. Il mio nome non compare, nonostante la dicitura “valutate segnalazioni e rinunce…”

Mi chiedo allora, oggi 20 novembre, con l’incipiente fine del trimestre in entrambe le scuole di cui ho detto, è normale che un insegnante che ha ormai instaurato un rapporto con gli alunni, che ha avviato la propria programmazione e le verifiche, venga spostato a meno di un mese dalla fine del trimestre in un’altra scuola?

È normale, in una situazione in cui i ragazzi già vivono una condizione straniante, con disagi gravissimi, privati di ogni relazione esterna, che nessuno tenga conto, non delle nostre, ma delle loro emozioni? Era necessario destabilizzarli così violentemente? O chi muove le fila di tutto questo non sa che tutto è innanzitutto da ricondurre a PERSONE in fieri che stanno sopportando davvero l’insopportabile: i nostri alunni?

Il diritto del docente all’assegnazione dovuta era già leso e allora, in nome della pandemia, con cui ormai si tende a giustificare tutto, non si poteva almeno chiedere agli insegnanti coinvolti “scusi ma lei è d’accordo?

Oppure vuol restare dove si trova e ci scusi per gli errori che ormai sono stati fatti?”. No!!! Non vi scuso, almeno io, no! Perchè avete spostato vite, esistenze e professionalità che trascorrono parte del loro tempo didattico anche ad accogliere, sostenere, consolare altre vite che oggi sono quantomeno spaesate.

Non solo io, ma come me molti altri colleghi avrebbero di sicuro scelto di rimanere dov’erano. È vergognoso quello che accade. E nessuno dica che la scuola ha avuto un avvio regolare, qui di regolare non c’è nulla.

Soprattutto non esiste quel “nell’interesse dell’alunno” che tanto si va sbandierando. Oggi l’ATP pare abbia riferito che presso il liceo classico “Candela” di S.Marco non ci sono più posti per la classe di concorso A013, quella a cui appartengo. Strano, basta semplicemente telefonare al dirigente, dott. Florio, per scoprire, perchè per loro si tratta di scoperta, che i posti liberi nella scuola per questa classe concorsuale sono ad oggi addirittura TRE!!!

Credo che la scuola, come la sanità, necessiti di nuove azioni, decisioni e persone con competenze, anche e soprattutto umane.

Prof.ssa Lara Nocito”

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