Docenti in sciopero vengono sostituiti da colleghi, illegittimamente: accade a Lamezia.

scioperoI Partigiani della Scuola Pubblica, in riferimento allo sciopero indetto per giorno 8 gennaio 2018 a causa della sentenza del Consiglio di Stato che nega ai docenti in possesso di diploma magistrale ante 2001/2002 il loro inserimento nelle graduatoria ad esaurimento e che ha avuto migliaia di adesioni, rilevano che in alcune scuole, ad esempio a Lamezia Terme (Cz), i docenti scioperanti di una scuola superiore di Nicastro (cz) sono stati sostituiti da altri colleghi ledendo così il diritto di sciopero, costituzionalmente tutelato.

Si vuole inoltre ricordare che si tratta di comportamenti antisindacali (ex art. 28 legge 300/1970) e diverse sono le sentenze di Cassazione che puniscono tali violazioni. Ne deduciamo che alcuni dirigenti, o i loro collaboratori, insistono su scelte palesemente illegittime che vanificano il disagio che lo sciopero intende creare.

Nei fatti si tratta di veri abusi, un misto tra ignoranza colposa che, considerato il ruolo, non si giustifica o, volendo spingersi oltre in considerazione dei poteri che la Legge 107 gli ha elargito, un neanche tanto velato abuso di potere di cui dovrebbero rispondere, compreso il danno all’erario se le sostituzioni dovessero risultare retribuite.

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Alternanza scuola lavoro: a Viterbo mi vesto da elfo e lavoro gratis!

Sfruttamento degli studenti?… Viterbo torna a fare parlare di sé.

26754195_1222604934538099_1239693818_nA settembre, infatti, i Partigiani della scuola Pubblica hanno segnalato e denunciato lo sfruttamento di studenti dell’Ipsea di Caprarola, “arruolati” come camerieri alla festa del provinciale del PD (n.b. festa di partito e non festa istituzionale!) per servire la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Il compenso per la prestazione: crediti formativi!

Viterbo non ha l’esclusiva… anche a Genova alla festa del PD, la scorsa estate, sono stati “utilizzati” studenti ma questa volta in Alternanza Scuola Lavoro.

Ed è proprio a Viterbo che, nuovamente, l’alternanza fa parlare di sfruttamento degli studenti.

Lo storico liceo Buratti di Viterbo ha infatti stipulato un accordo con la fondazione Caffeina (ente privato a fini di lucro) che, durante le feste natalizie, ha organizzato, per le vie di Viterbo e dietro pagamento del biglietto, iniziative commerciali e di animazione con  studenti vestiti da elfi e da renne che hanno lavorato gratis per la fondazione per 5 ore al giorno.

E’ bastato pubblicare sui social un post esprimente qualche perplessità per fare esplodere il caso.

Genitori, docenti, cittadini si sono uniti intorno ad un interrogativo: quale è l’utilità di questo tipo di alternanza (e per alcuni dell’ASL in generale!) ai fini del processo formativo di uno studente?

Molte le domande che chiedono una risposta: introdurre nella scuola la concezione dell’impresa come luogo di apprendimento non mostra un cambio di rotta rispetto agli obiettivi che la scuola si è posta fino ad ora? (cultura di impresa versus capacità critica, capacità di cogliere nessi,  educazione alla complessità dei fenomeni). Non si rischia la subordinazione degli obiettivi della scuola pubblica agli interessi imprenditoriali, in netto contrasto con il ruolo che la Costituzione assegna alla scuola?

Per il caso specifico Viterbese: tale esperienza servirà a preparare gli studenti, prossimi disoccupati, ad un futuro di guitti e saltimbanchi che consenta loro di sbarcare il lunario? Quale vantaggio ne ha il percorso formativo e di crescita civica di uno studente? L’obbligo dell’alternanza è un mezzo per educare allo sfruttamento e alla sua necessità? (Ricordiamo che nel futuro esame di stato l’ASL non solo è una delle condizioni per poterlo sostenere ma parte dell’esame verterà su questa esperienza!).

E ancora: per quale motivo docenti contrari all’ASL di fatto collaborino per la sua attuazione assumendo il ruolo di tutor nonostante il contratto non preveda tale figura?

In attesa di chiarimenti da parte della Dirigente e dei colleghi del Buratti, una cosa è chiara probabilmente a tutti i “visualizzatori” del post: il vantaggio economico che ottiene una azienda privata ad avere a disposizione un esercito di studenti obbligati a lavorare gratis!

Per i PSP Roberta Leoni

Il Giudice Imposimato e i Partigiani della Scuola Pubblica sempre uniti per la Scuola della Costituzione.

I Docenti ricordano il Giudice Imposimato sempre al loro fianco contro la Riforma della Scuola

È morto il giudice Ferdinando Imposimato e i Partigiani della Scuola Pubblica esprimono partecipazione al cordoglio della famiglia.

I Docenti ricordano il Giudice Imposimato sempre al loro fianco contro la Riforma della Scuola.
Il giudice Imposimato fu tra i ppsp e imposimatorimi a definire la legge 107/2015 detta “Buona Scuola”: “fatta con i piedi, senza capo né coda” e fu lui ad individuare immediatamente diversi punti di incostituzionalità nonché gravi lesioni dei diritti um26167030_1540659692684594_4477797389163571339_nani, tra cui anche la lesione del diritto allo studio.

La sua lotta non fu solo “di parole”, bensì attiva ed in prima linea nelle piazze della protesta. Durante lo sciopero epocale della scuola, datato 5 maggio 2015, il giudice Imposimato partecipò per le vie della Capitale al corteo, accanto agli alunni e ai docenti. Non finì lì la sua lotta, nei mesi seguenti girò l’Italia intera per sostenere attivamente il contrasto alla legge 107, definì i docenti “eroi della democrazia” e suggerì la via dei tribunali e quella referendaria nel tentativo di ripristinare la legalità dopo l’approvazione della legge. Si adirava rispetto alla gravità della violazione dell’articolo 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento all’interno della legge 107, nonché sull’aspetto primario dato dalla Costituzione alla gratuità del diritto allo studio, completamente ignorato dagli estensori della nuova riforma della scuola.

La sua è stata una vita dedicata alla giustizia e ai diritti, si è occupato di mafia e camorra, subendo l’uccisione del fratello Franco, sindacalista. Dopo tutto questo ha continuato la simposimatoua lotta per l’affermazione della verità e della giustizia: questo è l’esempio che lascia, un testamento politico fatto di azioni in cui manifestava sempre la sua speranza in un Paese civile dove l’eguaglianza dei diritti sociali e la solidarietà fossero gli obiettivi da perseguire con la partecipazione attiva di tutti.

I Docenti ricordano il Giudice Imposimato, come Egli ha ricordato loro nel Suo messaggio di Natale

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I PSP aderiscono allo sciopero generale del 10 Novembre 2017

logo-pspI Partigiani della Scuola Pubblica aderiscono allo Sciopero nazionale del 10 novembre 2017 proclamato dalle sigle di base USB, CIB UNICOBAS, COBAS per ricordare a chi governa ancora oggi e a chi lo farà domani la contrarietà degli operatori della scuola statale pubblica alla legge 107/2015.

Chiediamo di eliminare il bonus premiale solo per alcuni, spalmando le somme su tutti per un adeguamento stipendiale che ormai si fa attendere da troppi anni, anche se sappiamo che non sarà sufficiente a portarci nella media europea, sia per i docenti che per gli ATA.

Non vogliamo che il nostro contratto venga adeguato alla legge 107/2015 di cui chiediamo la improrogabile cancellazione: non possiamo lasciare all’arbitrio dei dirigenti la facoltà di selezione dei docenti, non possiamo lasciare che i nostri studenti vengano sottratti allo studio per 200 o 400 ore nel triennio degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado per un falso apprendistato, in realtà sfruttamento legalizzato: desideriamo il ripristino degli stage non obbligatori decisi dalle singole scuole.

Ci opponiamo alla frode che nasconde il taglio di anni scolastici in termini di acquisizione delle conoscenze e competenze necessarie agli studenti per una formazione gratuita di qualità.

Chiediamo la cessazione del ricatto dell’INVALSI sulla libertà di insegnamento. Per il ripristino dello stato di diritto chiediamo l’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili di diritto e di fatto, conformemente a quanto previsto dalla legislazione europea.

Chiediamo che finalmente il personale ATA possa essere sostituito e potenziato secondo il bisogno effettivo e reale delle scuole, che oggi ogni giorno rischiano di non aprire per carenza di organico. Chiediamo che si restituisca a tutte le OO.SS. la facoltà di organizzare assemblee in orario di servizio. In tutte le piazze in cui ci saranno manifestazioni la rete dei Partigiani della Scuola Pubblica avrà una propria rappresentanza a sostegno delle sigle organizzatrici.

09/11/2017

Docenti utilizzati nelle reti di scuole, numerosi abusi specie nel sud Italia

Ormai sono tanti i casi che vedono i Dirigenti Scolastici disporre a loro piacimento del personale docente, resi attuali da una legge incostituzionale (la “buona scuola”), dal sonno di alcune sigle sindacali e dalla paralisi della giustizia italiana. Infatti, per sopperire alle esigenze degli USR che non pianificano adeguatamente trasferimenti e assegnazioni provvisorie del personale docente, si verifica spesso che si sfrutti la rete di scuole prevista dal DPR 275/99 e dalla legge 107/2015 art. 1 commi 70, 71, 72, 74 per utilizzare docenti di potenziamento su una scuola diversa da quella a cui sono stati assegnati o trasferiti ad anno scolastico già inoltrato senza previa loro autorizzazione, come fossero truppe ausiliarie messe a disposizione dei dirigenti scolastici.

Le reti di scuole secondo la legislazione corrente riguardano progettualità condivise o razionalizzazione nell’impiego del personale ATA , in nessun caso possono prevedere il passaggio di un docente da un istituto ad un altro senza aver acquisito preventivamente il suo libero consenso.

La situazione diventa poi insostenibile se si pensa che i docenti si sentono oggi intorno al collo il capestro della chiamata diretta e di tutti gli arbitri che la legge 107/2015 mette a disposizione dei dirigenti scolastici (bonus di merito incluso) per obbligarli di fatto ad obbedire senza chiedere, ben nota prescrizione di epoca fascista. Infatti la giustizia è un’arma spuntata perché, a parte i costi insostenibili oggi per gli stipendi di un docente, le sentenze arrivano dopo anni e quindi sono perfettamente inutili se non a fini risarcitori per il ripristino dello stato di diritto, visto che l’abuso è già stato perpetrato. In tutto ciò non può mancare la collusione di alcune sigle sindacali che, annoverando tra i propri iscritti anche Dirigenti Scolastici, non tutelano i docenti e non forniscono loro alcuna soluzione, invitandoli addirittura alla rassegnazione. Una delle regioni italiane più afflitte da questa piaga è la Calabria, da dove ci proviene il maggior numero di segnalazioni.

La necessità di mantenere l’anonimato per chi ci segnala questi abusi, rende la nostra denuncia più difficile e purtroppo meno efficace, ma queste situazioni che noi Partigiani della Scuola Pubblica avevamo previsto da quando si è imposta la legge 107/2015 con la violenza parlamentare si stanno puntualmente verificando e richiedono dai futuri legislatori un intervento radicale in direzione contraria.

Lo strano caso dei sindacati confederali e dei contributi straordinari dei non iscritti

“A seguito dell’Accordo 26 novembre 2016 sono stati stabiliti termini e condizioni per la raccolta del contributo di 35,00 Euro che i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil richiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato a titolo di “quota associativa straordinaria” a fronte dell’attività di negoziazione svolta22711453_10207340063658245_1590036817_n, i cui risultati interessano tutti i lavoratori ai quali si applica il contratto nazionale di settore (Allegato 1).

Su richiesta di Fim, Fiom e Uilm si dovrà procedere con le identiche modalità già utilizzate per i C.c.n.l. precedenti (20 gennaio 2008, 15 ottobre 2009 e 5 dicembre 2012) e, pertanto, ai lavoratori che non abbiano espressamente rifiutato il contributo straordinario attraverso la riconsegna dell’apposito modulo la trattenuta sarà comunque effettuata secondo la modalità del silenzio assenso”.

E’ uno stralcio del documento online di Federmeccanica, che riporta l’allegato per aderire o rinunciare a tale iniziativa, rivolta a chi non è iscritto a nessun sindacato.

http://www.confindustriafirenze.it/ccnl-metalmeccanica-contribuzione-sindacale-straordinaria/

Fermo restando che riteniamo fondamentale l’attività dei sindacati in generale, benchè i problemi degli stessi necessitino di soluzioni immediate, per quel che concerne i vari episodi di cronaca emersi in questi anni, e soprattutto le modalità di lotta adottate, ci chiediamo: a cosa è dovuta questa necessità? Può ricollegarsi al vistoso calo di iscrizioni?

E’ accettabile chiedere contributi a chi sceglie di non farsi rappresentare da nessun sindacato? Non sarebbe opportuno rimediare a tale disaffezione migliorando la propria opera, spesso al centro di mille polemiche e contestata dagli stessi lavoratori, e bonificando le situazioni ‘critiche’?

Perchè solo i Confederali hanno diritto a questi preziosi introiti? Non tutte le categorie sono chiamate a scegliere, per il momento è interessato solo il settore privato, ma non possiamo non dirci preoccupati che tale prassi si possa estendere, in concomitanza con il calo apparentemente  irreversibile delle iscrizioni ai sindacati, anche al settore Scuola, già devastato da lotte e conflitti irrisolti.

Qui di seguito la nuova richiesta per i lavoratori metalmeccanici: http://www.confindustria.ge.it/images/Servizi/Lavoro/Allegato_3.pdf

I PSP rispondono all’Istituto Ipseoa di Caprarola (Vt)

logo-pspI Partigiani della Scuola Pubblica rispondono al comunicato uscito su Viterbo News 24 il 29-09-2017 alle h. 18:50.

In risposta al comunicato del 27-09-2017 dei Partigiani della Scuola Pubblica, la lettera a nome dell’Istituto Ipseoa di Caprarola , legalmente rappresentato dalla Dirigente Scolastica Andreina Ottaviani riporta all’indirizzo dei PSP: “Questo gruppo non conosce minimamente i meccanismi della scuola pubblica, infatti, gli studenti dell’Ipseoa ”A. Farnese” di Caprarola partecipano da anni ad iniziative ed eventi sempre ”gratis” poiché non possono percepire remunerazione per le loro presenze ai vari eventi.

In questo caso, non hanno partecipato alla festa del Pd ma presenziato all’intervento istituzionale del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli unitamente ad altre figure istituzionali del mondo della scuola Provinciale.”

L’iniziativa alla quale hanno lavorato gli alunni, reclutati dal docente Minciotti per conto della DS era sicuramente la festa del PD, come attestano manifesti e inviti ai cittadini con tanto di annuncio e di simbolo.  Un intervento istituzionale può legittimamente definirsi tale se avviene in contesto istituzionale (una qualsiasi sede istituzionale ovvero manifestazione pubblica accreditata come tale), tale non è una festa di partito con pubblico accuratamente selezionato qual era quella in questione.

Il reclutamento gratuito dei ragazzi con la promessa di crediti formativi per tramite la scuola appare appunto fuori da qualsiasi logica scolastica che si rispetti se  volto a favore di una festa di partito, a mezzo di un invito  rivolto agli studenti sul gruppo Fb dell’istituto che dovevano pervenire sul posto a fronte di un viaggio dal loro paese, senza indicare la vera natura della festa.

Ancora più grave la mancanza di sensibilità istituzionale della Ministra sotto i cui occhi si è svolta la vicenda, la quale ha anche oltretutto disdegnato il colloquio richiesto dal gruppo di docenti che manifestava a 50 metri da lei .

“Non permetteremo ad un anonimo gruppo che fa dell’ignoranza e della disinformazione uno strumento di propaganda a fini a noi totalmente incomprensibili, di ledere il buon nome di un istituto che ha sempre agito per il bene dei propri studenti e della collettività.”

Ci dispiace che l’Istituto Farnese di Caprarola ritenga di essere stato leso da noi Partigiani della Scuola Pubblica, che viviamo il mondo della Scuola ogni giorno e siamo dei professionisti che hanno a cuore la prerogativa costituzionale di organismo autonomo e plurale della Scuola statale pubblica senza farci piegare da logiche di partito.

Il nostro “anonimato” non è vigliacco ma solo indice di una collegialità solidale tra i membri del nostro gruppo in ogni azione. Se ci siamo permessi di mettere insieme i pezzi disseminati su Fb dal docente Minciotti di questo episodio di cronaca per farne un comunicato stampa al fine di portarne a conoscenza i cittadini, non siamo stati noi a ledere il buon nome dell’istituto, ma probabilmente chi ha agito come ha fatto.

Infine, breve notazione “tecnica”. Stanti le incontestabili evidenze documentali, di cui l’istituto di Caprarola è ben consapevole, è opportuno che esso, a propria tutela, eviti di minacciare “gratuitamente” querela, per non rischiare un effetto boomerang con una denuncia per calunnia, reato peraltro perseguibile d’ufficio