Presentata la LIP a Catanzaro. Oggi depositata a Roma in Cassazione dal Comitato nazionale

21458760_1148748925257034_1612863140_oI Partigiani della Scuola Pubblica di Catanzaro e Provincia e il Comitato “Per la Scuola della Repubblica”, aderisce alla raccolta firme per depositare in Parlamento la Lip per la Scuola della Costituzione (riforma alternativa alla Buona Scuola) e anche la proposta costituzionale per riformare gli articoli 81, 97, 117 e 119 sull’obbligo del pareggio in bilancio che è stato spesso dai governi usato come pretesto per operare gravi restrizioni sui servizi come sanità e istruzione . Parola d’ordine dell’iniziativa legislativa Popolare : salvaguardare i diritti fondamentali delle persone. Dopo la lunga esposizione sull’articolato della Lip e della proposta di Iniziativa Popolare per la modifica della Costituzionale fatta da Bianca Laura Granato, gli interventi di Rosella Cerra sui Nidi d’Infanzia, di Gianfranca Bevilacqua sui ricorsi contro presunte attribuzioni viziate del bonus di merito avvenute in 2 istituti di Catanzaro e di Daniela Costabile sulle iniziative dei docenti Autoconvocati per una piattaforma rivendicativa per il nuovo contratto. Così  il giorno prima che venga  presentata in Cassazione, la Lip già è il simbolo della lotta contro la Legge 107/2015. Non è un testo perfetto: nel tentativo di trovare la quadra con le forze politiche di sistema finora al Governo, per convincerle a discuterla in Parlamento, purtroppo qualche contaminazione con la legislazione corrente l’ha subita nei vari emendamenti che si sono susseguiti dal 2006 ad oggi, malogo-psp il riscontro di Catanzaro è che il mondo della Scuola non ha intenzione di recedere di fronte allo sfascio della legge 107/2015 ed ha scelto la strada della lotta come unica possibile. Lotta per la Scuola, lotta per i diritti negati col pretesto del pareggio in bilancio. Nell’attesa anche del pronunciamento dell’assemblea del Coordinamento Democrazia Costituzionale del 2 ottobre, la squadra dei Partigiani della Scuola Pubblica su Catanzaro e provincia e Cosenza è pronta per la nuova sfida su Scuola e Costituzione.

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I PSP presentano la raccolta firme per la LIP in Calabria. Domani a Catanzaro presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro

logo-pspIl  7 settembre 2017 alle 17:00 presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro, Bianca Laura Granato per conto del Comitato “Per la Scuola della Repubblica “ Catanzaro e Provincia assieme ai Partigiani della Scuola Pubblica presenterà la LIP Scuola e la proposta costituzionale di riforma dell’art. 81. Interverranno le docenti Daniela Costabile, Rosella Cerra e Gianfranca Bevilacqua per ampliare la discussione su altre iniziative portate avanti dai vari comitati sul fronte della lotta alla legge 107/2015 detta “buona scuola” e alle deleghe, nonché sui nidi d’infanzia. Questa iniziativa nasce in concomitanza con la presentazione in Corte di Cassazione del testo della Lip prevista per l’8 settembre p.v.  per raccogliere adesioni alla conseguente raccolta firme che avverrà a partire da Gennaio 2018. 50.000 in tutta Italia le firme necessarie per depositare la legge in Parlamento, in attesa che venga discussa. La Lip scuola era già stata depositata in Senato nel 2006, mai discussa . Questa versione aggiornata è stata licenziata il 22 gennaio 2017 ed è frutto di una mediazione tra le proposte dei vari comitati Lip sparsi per tutta Italia .  Sì tratta di una legge quadro per un  modello di scuola statale fedele al dettato costituzionale: laica, inclusiva, democratica, efficace e plurale.

L’impegno del Comitato e dei Partigiani della Scuola Pubblica sarà profuso anche sulla proposta di ri

forma dell’art 81 della Costituzione sull’obbligo del pareggio in bilancio, che molto spesso si è rivelato un capestro che ha impedito ai cittadini l’esercizio

del diritto alla salute, all’istruzione, alle pari opportunità. Le due iniziative dei Comitati Lip scuola e del Coordinamento Democrazia Costituzionale potrebbero essere portate avanti di pari passo a livello locale a partire dal gennaio 2018.

locandina lip

A 2 anni dalla Riforma della Scuola: quali gli effetti e i vantaggi? I PSP ne decretano il fallimento totale

logo-pspLa legge 107/2015 , detta “buona scuola”, è un fallimento “de facto”! Il servizio pubblico peggiora esponenzialmente specialmente per gli studenti e la norma si è quasi sempre rivelata inefficace e gravemente deficitaria.

Un anno e mezzo di buona scuola ha consegnato studenti, famiglie, docenti, dirigenti e personale ATA al caos più totale .

È stata la riforma di Renzi che ha colpito più categorie sia direttamente e indirettamente.

I grandi penalizzati sono stati gli studenti, che oggi hanno effettive opportunità formative molto ridotte rispetto a prima.

L’alternanza scuola lavoro ha sottratto numerose ore ai  curricoli disciplinari tradizionali nella maggior parte dei casi senza restituire vera formazione. Ogni giorno assistiamo a segnalazioni di esperienze di sfruttamento, di scarsissimo impatto formativo e oggi finanche di molestie sessuali.

La teoria dell’esperienza che sarebbe già di per sé formazione non convince nessuno ! A parte che non tutte le esperienze sono da considerarsi positive se rapportate all’età minore. Inoltre, se così fosse, le scuole potrebbero addirittura chiudere, visto che la precarietà che il Governo chiama eufemisticamente “flessibilità” con la quale ha distrutto il mondo del lavoro e della previdenza, è fatta di continue ed inesauribili “esperienze” , mentre la scuola è un’esperienza irripetibile nella vita di una persona.

Proprio per questo i saperi disciplinari acquisiti a scuola avrebbero potuto costituire basi insostituibili e casomai ci sarebbe stato bisogno di ampliarle , invece,  in aggiunta al regalo della precarietà e della disoccupazione endemica, il Governo ha anche sottratto ai nostri ragazzi reali opportunità formative gratuite per lasciare sempre più fronti aperti alle agenzie formative private!

Dirigenti vengono costretti ad insostenibili carichi burocratici e di responsabilità senza corrispettivo economico, perché la scuola possa apparire buona senza esserlo.  Anche loro sono ormai al tracollo e sul piede di guerra.

E l’Invalsi? Come si inquadra questo spettrale carrozzone che ci costa 14 mlni di euro all’anno per attestare un apprendimento scollato completamente dai tempi e dalle metodologie didattiche utili a far maturare una coscienza critica?

Con la delega sugli esami di Stato è prevista l’esclusione dall’esame per quanti non abbiano a suo tempo sostenuto il Test, non anonimo, ma identificabile.

Insomma gli studenti devono dimostrare di essere bravi sudditi e gli insegnanti bravi formatori di sudditi .

Il Governo parlava di continuità didattica e invece propinava ai docenti contratti triennali e titolarità di ambito anziché di scuola, proprio l’opposto!

Per non dire che l’anno scolastico appena concluso con le procedure aggravate della chiamata diretta e delle assegnazioni provvisorie ha lasciato gli studenti senza insegnanti per oltre metà anno scolastico. Quest’anno molti dirigenti infatti rinunceranno alla chiamata diretta per attendere le assegnazioni dell’ATP. I  426 firmatari della protesta non saranno i soli:  molti altri Dirigenti che non lo hanno dichiarato lo faranno di propria iniziativa.

I docenti plurititolati  e i precari storici sono stati assunti a casaccio nella classe di concorso dove c’era posto e lontani mille km da casa, mentre quelli meno titolati sono finiti sotto casa sulla cattedra da loro ambita: Infiniti i ricorsi vinti su queste vertenze, i cittadini pagano le spese  dell’algoritmo farlocco del MIUR .

Il pasticcio della chiamata diretta è stato svelato: per insegnare in ogni scuola c’è una richiesta di formazione specifica che costa agli aspiranti dai 5 agli 8.000 euro. Ecco come si alimenta la formazione privata: ormai le scuole sono diventate una occasione di business per privati e sindacati (ai quali è stata così tappata la bocca) che formano gli insegnanti e una partita di giro per consentire al MIUR di mantenere con gli stessi miseri stipendi dei docenti anche le università.

Come è evidente il PD ha trasformato la pubblica Istruzione   esclusivamente in una occasione per muovere tutto un mondo di interessi in cui gli studenti occupano un ruolo sempre più strumentale e marginale a beneficio di tutt’altri processi di natura economica privatistica.

 L’ottica neoliberista fa da padrona  nella scuola statale di Renzi. Il lavoro extra degli insegnanti oggi definito“merito”, valutato con criteri opinabili e tutti difformi viene, anziché quantificato in ore e definito contrattualmente, dispensato  come mancia ai tuttofare del Dirigente Scolastico.

Anche l’introduzione di questo “merito/mancia” costituisce un cambiamento di matrice meramente ideologica per accentrare il potere retributivo nelle mani del Dirigente. La diretta conseguenza di ciò è che per i lavori extra curricolari gli insegnanti spesso impiegano le ore  stesse di lezione, sostituiti quando possibile dall’organico di potenziamento .

Tutte queste pratiche  sottraggono nell’indifferenza generale agli studenti altre ore di lezione!

Che dire della delega sul sostegno che limita ulteriormente l’accesso al diritto allo studio ai disabili sempre più abbandonati al loro destino e privati de facto del loro docente di sostegno?

Siamo di fronte ad uno smantellamento pianificato, progressivo e inesorabile del servizio pubblico scolastico e dei diritti ad esso connessi. Ma anche nello smantellamento il malfunzionamento di tutto ciò che è scuola e che ruota intorno ad essa, in Italia, costituisce il più grande e non cammuffabile fallimento di questi due governi di matrice renziana.

Partigiani della Scuola Pubblica oggi sono tra i più accesi e attivi promotori di una revisione radicale dell’impianto scolastico della Buona Scuola attraverso le forze politiche  disponibili a condurre questa fondamentale battaglia per i diritti costituzionalmente sanciti e per un reale progresso civile ed umano del nostro Paese.

 

PSP: CHIUDONO 51 SEZIONI DI POLIZIA POSTALE, STRONCATA LA LOTTA CONTRO IL CYBERBULLISMO NELLE SCUOLE

La “razionalizzazione” governativa colpisce anche la polizia postale: ben 51 sezioni presenti sul territorio verranno chiuse e il personale mandato nelle questure di tutta Italia. Il 5 aprile, presso il Viminale, é stato presentato il progetto la programmata riunione sulla “Razionalizzazione dei Presidi di Polizia Postale” e sulla “Convenzione con Poste Italiane”.

polizia-postaleIl Direttore Centrale Sgalla ha argomentato a sostegno di una nuova architettura della Polizia Postale e delle Comunicazioni, strutturata in 20 Compartimenti Regionali, 8 Sezioni Distrettuali e 21 Sezioni Provinciali, con la chiusura di ben 51 sezioni attualmente presenti sul territorio. Quindi, in 51 provincie, per “recuperare” 278 poliziotti, che verrebbero trasferiti, per lo più, nelle Questure, si cancellerà quello che rappresenta il riferimento umano per tutti i cittadini del web.

La capillare presenza sul territorio della Postale rappresenta un riferimento di garanzia per tutta la popolazione. Proprio nel momento in cui imperversano fenomeni di cyberbullismo e di pedofilia telematica e la Polizia Postale aiuta anche tutte le vittime di questi crimini: studenti, studentesse e anche insegnanti, il nostro dissenso a questo scellerato progetto non può non farsi sentire. Come Partigiani della Scuola Pubblica esprimiamo piena solidarietà e sostegno alla polizia postale e chiediamo a gran voce che nessuna sezione provinciale della Polizia Postale venga chiusa e che il personale di questi uffici sia idoneo alle attuali esigenze di sicurezza.

Non è possibile “recuperare” poliziotti a discapito della sicurezza del web e poi vedere centinaia di agenti schierati per tutelare una partita di calcio o nelle parate istituzionali per difendere gli esponenti di un governo illegittimo che si portano in mezzo ad una cittadinanza che li detesta.

 

PSP: APPROVATI I DECRETI ATTUATIVI DELLA RIFORMA TRUFFA, SENZA IL CONSENSO DI NESSUNO. TONI TRIONFALISTICI DEL GOVERNO PER NASCONDERE UN AUTENTICO MASSACRO DELLA SCUOLA

logo-pspIl Consiglio dei Ministri il 7 aprile apre la stura alle deleghe sull’inclusione, gli esami di stato, sulla formazione iniziale, sull’istruzione professionale, sul  diritto allo studio, sulla cultura umanistica, sulla scuola italiana all’estero.

  Nonostante le critiche durante le audizioni, Noncurante delle proteste che hanno accompagnato la legge detta “buona scuola”, noncurante del pessimo risultato del referendum costituzionale, che delegittima un operato già screditato dagli esiti che ogni giorno è sempre più difficile nascondere a studenti, genitori ed insegnanti, come su un binario unico e senza freni procede spedito il governo dei “programmi “.

Chi si cela dietro questi programmi? Gli accordi di Lisbona? E chi c’è dietro?

Noi sappiamo solo che siamo illegittimamente governati da oltre 10 anni e che chi è l’artefice di tutto questo andrà avanti più possibile distruggendo quello che resta della Scuola statale pubblica italiana, perché è scientifico che per legittimare la privatizzazione dei servizi, bisogna convincere i cittadini che quelli pubblici sono inefficienti.

Ma noi Partigiani della Scuola Pubblica denunceremo ogni giorno le ore di lezione e di studio che i nostri ragazzi hanno perso per vendere panini al Mac Donald’s, quelle che hanno perso perché gli insegnanti non erano  in servizio all’inizio dell’anno scolastico, le ore perse nei progetti inutili, ma necessari per i finanziamenti che consentono di tenere aperte le scuole, le spese continue a cui i ragazzi sono chiamati a far fronte per accontentare i privati che come sanguisughe assediano le scuole con le loro pressanti ed inopportune richieste, i tagli alle ore di sostegno didattico agli alunni con disabilità, la privatizzazione della Scuola dell’Infanzia Statale.

Finché ci sarà chi denuncia, gli atti di regime non resteranno impuniti: le urne, sia pure tarde, restituiranno ai cittadini la possibilità di dire basta!!

 

PSP: Benedizione pasquale a Perugia in orario scolastico?

17522050_10206174061068909_285873186_oIl genitore di un alunno del liceo Galileo Galilei di Perugia ci segnala una circolare della Dirigente scolastica nella quale si informano i docenti, gli alunni e il personale  ATA che mercoledì prossimo il Vescovo ausiliare impartirà la benedizione pasquale nel piazzale della scuola, durante la seconda ricreazione della mattinata, a tutti coloro che saranno interessati. (http://www.galileipg.gov.it/pvw/app/PGLS0002/dcvv.php?sede_codice=PGLS0002&from=-1&cd=2028822)

Chiediamo alla Dirigente Scolastica del Liceo, al Presidente del Consiglio d’ Istituto, al Direttore Scolastico Regionale e alla Ministra Fedeli di attivarsi per  la immediata sospensione di questa circolare che è lesiva del principio della libertà di religione visto che costringerebbe gli studenti a manifestare pubblicamente la loro adesione o meno a un credo, per di più in orario scolastico, di cui la ”ricreazione” fa pienamente parte, in contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato n. 1748/2016 pubblicata il 27/03/17.

Tale iniziativa è una forzatura inaccettabile nella Scuola laica della Costituzione, nella Scuola di tutti e per tutti, nella Scuola che unisce la popolazione scolastica su valori comuni. La Scuola pubblica pluralista deve essere esclusivamente luogo del sapere, della formazione, dell’inclusione, non luogo di diffusione di idee religiose o filosofiche di parte, che hanno i loro luoghi deputati allo scopo.

Psp-Partigiani della Scuola Pubblica

Comitato Scuola e Costituzione

 

LE FAMIGLIE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA’ SI IMBAVAGLIANO PER PROTESTA CONTRO L’IMMINENTE APPROVAZIONE DELLA RIFORMA DEL SOSTEGNO (DIDATTICO) AGLI ALUNNI

17757558_10208682158473170_6763534811300290248_nVideo muto come protesta della “Rete dei 65 mobimenti” all’approvazione del decreto delegato 378 della legge 107/2015 (la “Buona Scuola”).

Le clip di inizio sono copyright free, come la musica, dal celebre tema del film “Nuovo Cinema Paradiso”, eseguita da Ivano Cerbara, professore di musica e sostegno, pianista e compositore.

Ringraziamo chi ha partecipato alla realizzazione del video e i numerosi aderenti alla Rete, che sostengono la battaglia per la difesa dei diritti degli studenti tutti, “comunque abili”, e della scuola della Costituzione, premiata in ambito internazionale per i risultati raggiunti proprio nell’ambito dell’inclusione.

Video protesta delle famiglie