I PSP aderiscono allo sciopero generale del 10 Novembre 2017

logo-pspI Partigiani della Scuola Pubblica aderiscono allo Sciopero nazionale del 10 novembre 2017 proclamato dalle sigle di base USB, CIB UNICOBAS, COBAS per ricordare a chi governa ancora oggi e a chi lo farà domani la contrarietà degli operatori della scuola statale pubblica alla legge 107/2015.

Chiediamo di eliminare il bonus premiale solo per alcuni, spalmando le somme su tutti per un adeguamento stipendiale che ormai si fa attendere da troppi anni, anche se sappiamo che non sarà sufficiente a portarci nella media europea, sia per i docenti che per gli ATA.

Non vogliamo che il nostro contratto venga adeguato alla legge 107/2015 di cui chiediamo la improrogabile cancellazione: non possiamo lasciare all’arbitrio dei dirigenti la facoltà di selezione dei docenti, non possiamo lasciare che i nostri studenti vengano sottratti allo studio per 200 o 400 ore nel triennio degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado per un falso apprendistato, in realtà sfruttamento legalizzato: desideriamo il ripristino degli stage non obbligatori decisi dalle singole scuole.

Ci opponiamo alla frode che nasconde il taglio di anni scolastici in termini di acquisizione delle conoscenze e competenze necessarie agli studenti per una formazione gratuita di qualità.

Chiediamo la cessazione del ricatto dell’INVALSI sulla libertà di insegnamento. Per il ripristino dello stato di diritto chiediamo l’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili di diritto e di fatto, conformemente a quanto previsto dalla legislazione europea.

Chiediamo che finalmente il personale ATA possa essere sostituito e potenziato secondo il bisogno effettivo e reale delle scuole, che oggi ogni giorno rischiano di non aprire per carenza di organico. Chiediamo che si restituisca a tutte le OO.SS. la facoltà di organizzare assemblee in orario di servizio. In tutte le piazze in cui ci saranno manifestazioni la rete dei Partigiani della Scuola Pubblica avrà una propria rappresentanza a sostegno delle sigle organizzatrici.

09/11/2017

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Docenti utilizzati nelle reti di scuole, numerosi abusi specie nel sud Italia

Ormai sono tanti i casi che vedono i Dirigenti Scolastici disporre a loro piacimento del personale docente, resi attuali da una legge incostituzionale (la “buona scuola”), dal sonno di alcune sigle sindacali e dalla paralisi della giustizia italiana. Infatti, per sopperire alle esigenze degli USR che non pianificano adeguatamente trasferimenti e assegnazioni provvisorie del personale docente, si verifica spesso che si sfrutti la rete di scuole prevista dal DPR 275/99 e dalla legge 107/2015 art. 1 commi 70, 71, 72, 74 per utilizzare docenti di potenziamento su una scuola diversa da quella a cui sono stati assegnati o trasferiti ad anno scolastico già inoltrato senza previa loro autorizzazione, come fossero truppe ausiliarie messe a disposizione dei dirigenti scolastici.

Le reti di scuole secondo la legislazione corrente riguardano progettualità condivise o razionalizzazione nell’impiego del personale ATA , in nessun caso possono prevedere il passaggio di un docente da un istituto ad un altro senza aver acquisito preventivamente il suo libero consenso.

La situazione diventa poi insostenibile se si pensa che i docenti si sentono oggi intorno al collo il capestro della chiamata diretta e di tutti gli arbitri che la legge 107/2015 mette a disposizione dei dirigenti scolastici (bonus di merito incluso) per obbligarli di fatto ad obbedire senza chiedere, ben nota prescrizione di epoca fascista. Infatti la giustizia è un’arma spuntata perché, a parte i costi insostenibili oggi per gli stipendi di un docente, le sentenze arrivano dopo anni e quindi sono perfettamente inutili se non a fini risarcitori per il ripristino dello stato di diritto, visto che l’abuso è già stato perpetrato. In tutto ciò non può mancare la collusione di alcune sigle sindacali che, annoverando tra i propri iscritti anche Dirigenti Scolastici, non tutelano i docenti e non forniscono loro alcuna soluzione, invitandoli addirittura alla rassegnazione. Una delle regioni italiane più afflitte da questa piaga è la Calabria, da dove ci proviene il maggior numero di segnalazioni.

La necessità di mantenere l’anonimato per chi ci segnala questi abusi, rende la nostra denuncia più difficile e purtroppo meno efficace, ma queste situazioni che noi Partigiani della Scuola Pubblica avevamo previsto da quando si è imposta la legge 107/2015 con la violenza parlamentare si stanno puntualmente verificando e richiedono dai futuri legislatori un intervento radicale in direzione contraria.

Lo strano caso dei sindacati confederali e dei contributi straordinari dei non iscritti

“A seguito dell’Accordo 26 novembre 2016 sono stati stabiliti termini e condizioni per la raccolta del contributo di 35,00 Euro che i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil richiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato a titolo di “quota associativa straordinaria” a fronte dell’attività di negoziazione svolta22711453_10207340063658245_1590036817_n, i cui risultati interessano tutti i lavoratori ai quali si applica il contratto nazionale di settore (Allegato 1).

Su richiesta di Fim, Fiom e Uilm si dovrà procedere con le identiche modalità già utilizzate per i C.c.n.l. precedenti (20 gennaio 2008, 15 ottobre 2009 e 5 dicembre 2012) e, pertanto, ai lavoratori che non abbiano espressamente rifiutato il contributo straordinario attraverso la riconsegna dell’apposito modulo la trattenuta sarà comunque effettuata secondo la modalità del silenzio assenso”.

E’ uno stralcio del documento online di Federmeccanica, che riporta l’allegato per aderire o rinunciare a tale iniziativa, rivolta a chi non è iscritto a nessun sindacato.

http://www.confindustriafirenze.it/ccnl-metalmeccanica-contribuzione-sindacale-straordinaria/

Fermo restando che riteniamo fondamentale l’attività dei sindacati in generale, benchè i problemi degli stessi necessitino di soluzioni immediate, per quel che concerne i vari episodi di cronaca emersi in questi anni, e soprattutto le modalità di lotta adottate, ci chiediamo: a cosa è dovuta questa necessità? Può ricollegarsi al vistoso calo di iscrizioni?

E’ accettabile chiedere contributi a chi sceglie di non farsi rappresentare da nessun sindacato? Non sarebbe opportuno rimediare a tale disaffezione migliorando la propria opera, spesso al centro di mille polemiche e contestata dagli stessi lavoratori, e bonificando le situazioni ‘critiche’?

Perchè solo i Confederali hanno diritto a questi preziosi introiti? Non tutte le categorie sono chiamate a scegliere, per il momento è interessato solo il settore privato, ma non possiamo non dirci preoccupati che tale prassi si possa estendere, in concomitanza con il calo apparentemente  irreversibile delle iscrizioni ai sindacati, anche al settore Scuola, già devastato da lotte e conflitti irrisolti.

Qui di seguito la nuova richiesta per i lavoratori metalmeccanici: http://www.confindustria.ge.it/images/Servizi/Lavoro/Allegato_3.pdf

I PSP rispondono all’Istituto Ipseoa di Caprarola (Vt)

logo-pspI Partigiani della Scuola Pubblica rispondono al comunicato uscito su Viterbo News 24 il 29-09-2017 alle h. 18:50.

In risposta al comunicato del 27-09-2017 dei Partigiani della Scuola Pubblica, la lettera a nome dell’Istituto Ipseoa di Caprarola , legalmente rappresentato dalla Dirigente Scolastica Andreina Ottaviani riporta all’indirizzo dei PSP: “Questo gruppo non conosce minimamente i meccanismi della scuola pubblica, infatti, gli studenti dell’Ipseoa ”A. Farnese” di Caprarola partecipano da anni ad iniziative ed eventi sempre ”gratis” poiché non possono percepire remunerazione per le loro presenze ai vari eventi.

In questo caso, non hanno partecipato alla festa del Pd ma presenziato all’intervento istituzionale del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli unitamente ad altre figure istituzionali del mondo della scuola Provinciale.”

L’iniziativa alla quale hanno lavorato gli alunni, reclutati dal docente Minciotti per conto della DS era sicuramente la festa del PD, come attestano manifesti e inviti ai cittadini con tanto di annuncio e di simbolo.  Un intervento istituzionale può legittimamente definirsi tale se avviene in contesto istituzionale (una qualsiasi sede istituzionale ovvero manifestazione pubblica accreditata come tale), tale non è una festa di partito con pubblico accuratamente selezionato qual era quella in questione.

Il reclutamento gratuito dei ragazzi con la promessa di crediti formativi per tramite la scuola appare appunto fuori da qualsiasi logica scolastica che si rispetti se  volto a favore di una festa di partito, a mezzo di un invito  rivolto agli studenti sul gruppo Fb dell’istituto che dovevano pervenire sul posto a fronte di un viaggio dal loro paese, senza indicare la vera natura della festa.

Ancora più grave la mancanza di sensibilità istituzionale della Ministra sotto i cui occhi si è svolta la vicenda, la quale ha anche oltretutto disdegnato il colloquio richiesto dal gruppo di docenti che manifestava a 50 metri da lei .

“Non permetteremo ad un anonimo gruppo che fa dell’ignoranza e della disinformazione uno strumento di propaganda a fini a noi totalmente incomprensibili, di ledere il buon nome di un istituto che ha sempre agito per il bene dei propri studenti e della collettività.”

Ci dispiace che l’Istituto Farnese di Caprarola ritenga di essere stato leso da noi Partigiani della Scuola Pubblica, che viviamo il mondo della Scuola ogni giorno e siamo dei professionisti che hanno a cuore la prerogativa costituzionale di organismo autonomo e plurale della Scuola statale pubblica senza farci piegare da logiche di partito.

Il nostro “anonimato” non è vigliacco ma solo indice di una collegialità solidale tra i membri del nostro gruppo in ogni azione. Se ci siamo permessi di mettere insieme i pezzi disseminati su Fb dal docente Minciotti di questo episodio di cronaca per farne un comunicato stampa al fine di portarne a conoscenza i cittadini, non siamo stati noi a ledere il buon nome dell’istituto, ma probabilmente chi ha agito come ha fatto.

Infine, breve notazione “tecnica”. Stanti le incontestabili evidenze documentali, di cui l’istituto di Caprarola è ben consapevole, è opportuno che esso, a propria tutela, eviti di minacciare “gratuitamente” querela, per non rischiare un effetto boomerang con una denuncia per calunnia, reato peraltro perseguibile d’ufficio

Crediti formativi in cambio di lavoro gratis alla festa del PD

22070178_10213819501312829_121230574_oContinuano segnalazioni di prestazioni di lavoro gratuite da parte di studenti su sollecitazione di insegnanti e di Dirigenti Scolastici alle feste del Partito Democratico, lanciato  in una sfida elettorale all’ultimo sangue.

A denunciarlo sono ancora una volta i Partigiani della Scuola Pubblica. Incriminata questa volta la festa (tenutasi il 9 settembre scorso ) del PD di Viterbo , feudo dell’ex ministro Fioroni. “Urgentissimo: mi servono 10 ragazzi disponibili e con la divisa completa di sala per una manifestazione importante a Viterbo con la presenza della ministra dell’istruzione. Ci sarò anch’io,  la sera del 09 settembre, ricordatevi che passano come crediti formativi e potrebbe esserci anche un rimborso spese”, scrive il prof. Riccardo Minciotti il 5 settembre sul Gruppo FB dell’Ipseoa di Caprarola ( VT).

 Come si evince dal testo del post, il docente, nel suo invito allettante, omette un piccolo particolare: dire di che festa si tratta. Accolgono l’invito 6 ragazzi, ma la scoperta che li  lascia perplessi appena arrivati sul posto è il fatto che la tanto sollecitata adesione è avvenuta a beneficio non di una festa pubblica qualunque, ma della festa del PD con tanto di Fioroni come sponsor e della Ministra Fedeli come ospite d’onore.

Dopo essere arrivati dal loro paese, i ragazzi rimangono a svolgere servizio, incoraggiati tra l’altro dalla presenza vigile della stessa Dirigente, che, attraverso un altro post sul medesimo gruppo FB scritto dallo stesso docente, li aveva sollecitati a prestarsi a questa serata.

Mentre gli studenti , reclutati a costo zero (il rimborso spese non si è visto) in cambio di una mancetta a base di crediti formativi, sotto gli occhi compiaciuti dell’ex Ministro dell’Istruzione e di quello in carica, nonché della loro Dirigente Scolastica prestano servizio dalle 17:00 alle 23:30 circa,  un centinaio di insegnanti dissidenti, regolarmente autorizzati, a 50 metri, a Piazza Fontana di Piano, sotto la vigilanza delle forze dell’ordine, manifesta pacificamente proprio contro quella “Buona Scuola” che è all’origine di tante analoghe iniziative del PD.

Il comitato di insegnanti riesce a far pervenire alla Ministra una missiva in cui le si chiede di visitare il banchetto da loro allestito a così breve distanza, ma senza riscontro. Irrinunciabile evidentemente per la Fedeli è la festa del PD col suo pubblico compiacente.

Ancora più subdolo appare il ricorso a minori sotto promessa di crediti formativi per partecipare in qualità di camerieri all’iniziativa della cui vera natura erano all’oscuro sia loro che le famiglie (che ne è della tanto sbandierata trasparenza e del Patto Formativo?).

Infatti a questa specifica passerella del Partito Democratico c’erano figure istituzionali del mondo dell’istruzione dalle quali ci si sarebbe dovuto aspettare piuttosto una tutela da questi comportamenti che una compiacente promozione degli stessi e  se pensiamo che la festa aveva tra i suoi temi anche “Formazione e lavoro: la sfida dell’occupazione”, perché allora il Partito “del lavoro” non si è rivolto ad un regolare catering, con regolari lavoratori, con regolari retribuzioni?

Ancora una volta  nell’esperienza di questi ultimi anni di “Buona Scuola” del PD, ben mascherata dal lessico aziendalistico anglosassone completamente estraneo al mondo della pedagogia, sembra di rivivere la scuola dell’Opera Nazionale Balilla, con i suoi inviti ad obbedire senza domandare, con il suo legittimare il regime ad ogni costo da parte di insegnanti e Dirigenti Scolastici, anche a prezzo di contravvenire alla loro alta funzione etica.

 

Presentata la LIP a Catanzaro. Oggi depositata a Roma in Cassazione dal Comitato nazionale

21458760_1148748925257034_1612863140_oI Partigiani della Scuola Pubblica di Catanzaro e Provincia e il Comitato “Per la Scuola della Repubblica”, aderisce alla raccolta firme per depositare in Parlamento la Lip per la Scuola della Costituzione (riforma alternativa alla Buona Scuola) e anche la proposta costituzionale per riformare gli articoli 81, 97, 117 e 119 sull’obbligo del pareggio in bilancio che è stato spesso dai governi usato come pretesto per operare gravi restrizioni sui servizi come sanità e istruzione . Parola d’ordine dell’iniziativa legislativa Popolare : salvaguardare i diritti fondamentali delle persone. Dopo la lunga esposizione sull’articolato della Lip e della proposta di Iniziativa Popolare per la modifica della Costituzionale fatta da Bianca Laura Granato, gli interventi di Rosella Cerra sui Nidi d’Infanzia, di Gianfranca Bevilacqua sui ricorsi contro presunte attribuzioni viziate del bonus di merito avvenute in 2 istituti di Catanzaro e di Daniela Costabile sulle iniziative dei docenti Autoconvocati per una piattaforma rivendicativa per il nuovo contratto. Così  il giorno prima che venga  presentata in Cassazione, la Lip già è il simbolo della lotta contro la Legge 107/2015. Non è un testo perfetto: nel tentativo di trovare la quadra con le forze politiche di sistema finora al Governo, per convincerle a discuterla in Parlamento, purtroppo qualche contaminazione con la legislazione corrente l’ha subita nei vari emendamenti che si sono susseguiti dal 2006 ad oggi, malogo-psp il riscontro di Catanzaro è che il mondo della Scuola non ha intenzione di recedere di fronte allo sfascio della legge 107/2015 ed ha scelto la strada della lotta come unica possibile. Lotta per la Scuola, lotta per i diritti negati col pretesto del pareggio in bilancio. Nell’attesa anche del pronunciamento dell’assemblea del Coordinamento Democrazia Costituzionale del 2 ottobre, la squadra dei Partigiani della Scuola Pubblica su Catanzaro e provincia e Cosenza è pronta per la nuova sfida su Scuola e Costituzione.

I PSP presentano la raccolta firme per la LIP in Calabria. Domani a Catanzaro presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro

logo-pspIl  7 settembre 2017 alle 17:00 presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro, Bianca Laura Granato per conto del Comitato “Per la Scuola della Repubblica “ Catanzaro e Provincia assieme ai Partigiani della Scuola Pubblica presenterà la LIP Scuola e la proposta costituzionale di riforma dell’art. 81. Interverranno le docenti Daniela Costabile, Rosella Cerra e Gianfranca Bevilacqua per ampliare la discussione su altre iniziative portate avanti dai vari comitati sul fronte della lotta alla legge 107/2015 detta “buona scuola” e alle deleghe, nonché sui nidi d’infanzia. Questa iniziativa nasce in concomitanza con la presentazione in Corte di Cassazione del testo della Lip prevista per l’8 settembre p.v.  per raccogliere adesioni alla conseguente raccolta firme che avverrà a partire da Gennaio 2018. 50.000 in tutta Italia le firme necessarie per depositare la legge in Parlamento, in attesa che venga discussa. La Lip scuola era già stata depositata in Senato nel 2006, mai discussa . Questa versione aggiornata è stata licenziata il 22 gennaio 2017 ed è frutto di una mediazione tra le proposte dei vari comitati Lip sparsi per tutta Italia .  Sì tratta di una legge quadro per un  modello di scuola statale fedele al dettato costituzionale: laica, inclusiva, democratica, efficace e plurale.

L’impegno del Comitato e dei Partigiani della Scuola Pubblica sarà profuso anche sulla proposta di ri

forma dell’art 81 della Costituzione sull’obbligo del pareggio in bilancio, che molto spesso si è rivelato un capestro che ha impedito ai cittadini l’esercizio

del diritto alla salute, all’istruzione, alle pari opportunità. Le due iniziative dei Comitati Lip scuola e del Coordinamento Democrazia Costituzionale potrebbero essere portate avanti di pari passo a livello locale a partire dal gennaio 2018.

locandina lip