Esami di Stato: 39 milioni per l’esame in presenza, vengano impiegati per il protocollo di sicurezza del rientro di settembre

Miur-esami_logo18-e1489230887495P.S.P. e S.B.C. esprimono netta contrarietà e preoccupazione per l’improvvida decisione della Ministra di far svolgere l’esame di “maturità” non on-line, come inizialmente ipotizzato, ma in presenza.

 L’allarme per la situazione di inutile rischio in cui migliaia di persone (studenti, docenti, presidenti di Commissione, personale Ata per non contare le rispettive famiglie) si verrebbero a trovare, è stato lanciato oggi persino dal Consiglio superiore della pubblica istruzione.

Il CSPI chiamato a dare un parere, obbligatorio ma non vincolante, sulle ordinanze ministeriali a proposito dell’esame di Stato ne consiglia la realizzazione a distanza in mancanza di un protocollo di sicurezza stringente e dettagliato.

Certo, i dati dei contagi apparentemente incoraggianti, sembrerebbero avallare l’idea che la preoccupazione sia esagerata o quantomeno inutile, che tutto è sotto controllo e che il ritorno alla normalità è dietro l’angolo.

 Ma allora perché la Cina, che ha dimostrato un’efficienza impressionante nel contenimento della pandemia con un numero di decessi che, almeno stando ai dati forniti, è tra i più bassi rispetto alle altre nazioni, ieri ha chiuso le scuole e i confini della città di Jilin a causa di sei nuovi contagi?

 Sei nuovi casi. Fino a ieri in Italia i nuovi contagi erano 1.402 con un numero di decessi di poco inferiore alle 200 unità e secondo le ultime notizie di oggi, a poco più di una settimana di distanza dall’inizio della fase 2, i contagi e i decessi sono in aumento.

Gli esperti ribadiscono costantemente che la pandemia non è finita, sono solo diminuiti i contagi per effetto del lockdown, e che per vedere, finalmente, la luce bisognerà attendere due cicli di incubazione Covid-19 (circa un mese) senza nuovi contagi.

Nessuna Regione è in tale situazione! Perché, allora, far correre inutili rischi? Non stiamo parlando della ripresa delle attività didattiche ma di un esame di Stato che, nel ragionevole rapporto tra rischi e benefici, tra il diritto alla salute e il brivido della notte prima degli esami (con mascherina) è di tutta evidenza che non possa essere svolto in presenza, per tali incontestabili risultanze sanitarie ed esigenze indefettibili di tutela della salute pubblica.

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Se tutto ciò non dovesse sembrare adeguatamente rispondente a “pretese” efficientiste, e con buona pace delle stringenti preminenze di bilancio, cosa dire ancora di ben 39.000.000,00 di euro, necessari per implementare la farraginosa macchina della “presenza”?

Tesoretto che potrebbe e dovrebbe essere aggiunto alle sempre scarse risorse che saranno impiegate per la ripresa in sicurezza dell’a.s. a venire.

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