PSP: CHIEDIAMO IL RINVIO DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 29 MARZO

logo-pspNoi Partigiani della Scuola Pubblica chiediamo con forza al presidente della Repubblica Mattarella il rinvio del referendum del 29 marzo, poiché ristretto, limitato ed in alcuni casi inesistente, è il dibattito referendario.

Inoltre per i prossimi giorni si prospetta ancora un ulteriore decremento degli incontri pubblici per poter confrontarsi su un tema molto importante che riguarda la riforma della Costituzione con il taglio del numero dei parlamentari.

È un tema importante che riguarda la democrazia del nostro Paese,  proprio perché riguarda il numero degli eletti in proporzione alla popolazione. Una scelta che, pur giustificata con un risparmio di risorse, potrebbe invece determinare una forte diminuzione della rappresentatività democratica del paese e quindi  penalizzerebbe le regioni con una scarsità di popolazione o con una popolazione in notevole decrescita

Ci uniamo quindi alla proposta del “Comitato per il No”, tra cui il costituzionalista napoletano Massimo Villone il quale ha affermato che il 29 marzo è una data troppo vicina e non è possibile fare una campagna referendaria come è giusto che ci sia.

Infatti, spiega Villone, che l’emergenza determinatasi per il coronavirus, segnala la necessità di un rinvio della data del referendum sul taglio dei parlamentari, poiché il decreto approvato per il contenimento della diffusione del virus, prevede la sospensione di manifestazione O iniziativa di qualsiasi natura di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico privato anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, quindi anche politico.

Le scuole devono essere necessariamente igienizzate durante la chiusura

 

Anche i PSP si associano all’appello[1], lanciato dall’Associazione Nazionale Docenti del 25 febbraio, alla chiusura delle scuole, per consentirne la igienizzazione. Un appello rilanciato nella giornata odierna[2] in cui si rimarca quanto sia importante e necessaria l’igiene nelle scuole.

Bene fanno molti comuni che si stanno attrezzando in materia autonoma, venendo meno, in maniera precauzionale, all’informativa del premier Conte che non riteneva necessaria la chiusura nelle scuole delle regioni non focolaio.

Ed è proprio in Calabria che apprendiamo che il sindaco di Cetraro ha disposto, a partire dal 27 febbraio e per i giorni 28 e 29, la “chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado al fine di consentire un’attività di disinfezione e derattizzazione degli edifici scolastici”, ritenendo quindi “necessario ed urgente provvedere ad una straordinaria disinfestazione, derattizzazione e successiva sanificazione dei locali scolastici di tutti i plessi ubicati nel territorio comunale”.

Si ritiene necessaria estendere questa procedura d’urgenza a tutte le strutture scolastiche, in special modo gli istituti comprensivi e le scuole dell’infanzia, atteso che i bambini facilmente si scambiano oggetti e cibo fra di loro, sfuggendo spesso ai più rigidi accorgimenti degli insegnanti, chiamati in causa ed in prima persona ad effettuare pratiche igienico-sanitarie straordinarie. Nelle scuole spesso si registrano situazioni di precaria igiene dovuta anche allo scarso personale preposto allo scopo, che in poco tempo e senza strumenti sufficienti devono pulire, igienizzare e rendere sicuri ambienti ampi e complessi.

In Calabria si stanno verificando massicci rientri da zone a rischio con insufficienti, ed in molti casi carenti, controlli tali da allarmare la popolazione, così come dichiarato due giorni fa alla stampa: “Qui non c’è nessuno, nè sanitari, nè protezione civile. Siamo scesi dall’aereo e come se niente fosse stiamo rientrando. Potremmo anche avere la peste e nessuno lo saprebbe”. Nessun controllo all’aeroporto di Lamezia Terme ieri sera sui passeggeri di un volo arrivato da Milano, almeno secondo quanto hanno riferito i diretti interessati”.

Se è vero che non bisogna creare allarmismi è anche vero che la popolazione debba essere messa nelle condizioni di non allarmarsi.

 

[1] https://www.tecnicadellascuola.it/coronavirus-land-a-conte-chiudere-le-scuole-per-il-tempo-necessario

[2]https://www.tecnicadellascuola.it/coronavirus-preoccupazione-per-scuole-con-carenze-igienico-sanitarie

PSP: Appello al Miur chiusura scuole nelle regioni interessate

Vista l’innegabile emergenza sanitaria del Coronavirus, che nelle ultime 48 ore ha assunto connotati di gravità anche in Italia, sia per la velocità di diffusione, sia per le modalità di trasmissione, i Partigiani della Scuola Pubblica chiedono al MIUR di prendere misure immediate di prevenzione per arginare l’epidemia e proteggere i propri cittadini: chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in tutte le regioni in cui sono state accertate positività al Coronavirus (ad oggi, Lombardia, Lazio e Veneto); sospensione dei viaggi e delle visite di istruzione; stop ai corsi di formazione in ambito territoriale; limitazione delle attività collegiali, da effettuare solo se necessario e a distanza, tramite l’uso delle tecnologie informatiche.

viruscoronaI Partigiani della Scuola Pubblica ringraziano quanti a Roma e nel Lazio stanno mostrando concretamente un notevole e apprezzabilissimo spirito unitario, al di là di tutte le spinte autonomiste, per la salvaguardia di un diritto fondamentale quale è il diritto alla salute.

Ancora ostacoli all’abolizione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali. Ribadiamo un fermo NO alla Buona Scuola, alla Regionalizzazione e alla formazione del personale senza retribuzione, altrimenti faremo lo sciopero degli scrutini

 

camera-deputati-3-e1570553974340I Partigiani della Scuola Pubblica, i Comitati Lip per la Scuola della Costituzione e Professione insegnante denunciano lo stallo politico e le intenzioni di pezzi del Governo di mantenere lo status quo della Legge 107 del 2015, che portò il mondo della Scuola al grande sciopero del 5 maggio del 2015, indetto da tutte le sigle sindacali. Inoltre all’orizzonte, ma incombenti, l’obbligo di formazione dei docenti per un centinaio di ore a titolo gratuito e l’autonomia differenziata che, se dovesse colpire la scuola, cosa quasi certa, di certo procurerà dei danni irreversibili sui dipendenti della scuola tutti e sugli alunni che non avranno le medesime possibilità formative dei compagni residenti in regioni ben più ricche.

L’abolizione della Chiamata diretta e degli ambiti territoriali, passata già al Senato, sta incontrando altri ostacoli nella nuova maggioranza di Governo alla Camera.

PD, Italia Viva e Forza Italia si mettono di traverso sul provvedimento.1566919011-pd-governo

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In particolare, è svelata la doppia agenda sulla Scuola messa in atto dal Partito Democratico, che mentre lancia da qualche tempo messaggi rassicuranti su aumenti di stipendio scarsamente credibili perché inciderebbero di almeno 10 mld di euro sul bilancio dello stato, dall’altra parte pretende di mantenere le posizioni della legge 107, anche quelle più assurde e sconfessate dai fatti, quali la chiamata diretta e gli ambiti territoriali, addirittura a prezzo di condannare i docenti assunti o diventati soprannumerari tra il 1 settembre 2015 e il 31 agosto 2019 a rimanere titolari su ambito territoriale e soggetti quindi alla contrattazione precaria prevista dalla “Buona Scuola”.

Inoltre si profila all’orizzonte la temuta autonomia differenziata che arrecherebbe unnamedsolo danni alla Scuola Statale e di questo, ne abbiamo sempre parlato ampiamente sia a mezzo stampa sia nei convegni sul tema.

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Infine la ministra Azzolina ha messo nero su bianco nell’atto di indirizzo politico-istituzionale che il prossimo contratto nazionale dovrà definire il monte ore annuale obbligatorio per la formazione, ma inserire nel contratto le ore spese dai docenti per la formazione, comporterebbe un aumento dell’orario di lavoro che, in alcun modo, è accettabile sia svolto gratis

sciopero_scrutiniSe questo Governo non intende correre ai ripari, non si escludono forti disagi agli scrutini del secondo quadrimestre

Elenco delle città che hanno aderito ai presidi di domani contro la regionalizzazione del nostro Paese:

Ecco le città che hanno aderito ai presidi di domani (16/01/2020) contro la regionalizzazione del nostro Paese:

Città Luogo Giorno e ora

BARI davanti alla Prefettura Giovedì 16 gennaio ore 17.30

BOLOGNA volantinaggio durante la festa delle
sardine in Piazza VIII Agosto Domenica 19 gennaio ore 15.00

CATANIA davanti alla Prefettura Giovedì 16 gennaio ore 17.30

CATANZARO davanti alla Prefettura Giovedì 16 gennaio ore 16.30

CORATO (BA)gazebo davanti al Comune Giovedì 16 gennaio
ore 18.00

NAPOLI volantinaggio itinerante da Largo
Berlinguer alla Prefettura Sabato 18 gennaio ore 17.30

PADOVA davanti alla Prefettura
Venerdì 17 gennaio
ore 16.00

PAVIA Piazza Guicciardi Giovedì 16 gennaio ore 18.00

PISA Stazione ferroviaria Pisa centrale
Giovedì 16 gennaio
dalle ore 7.00 alle 8.00

POTENZA davanti alla Prefettura Sabato 18 gennaio ore 18.00

ROMA Piazza Oderico da Pordenone
sotto la Regione Lazio Giovedì 16 gennaio
ore 15.30

SALERNO Assemblea pubblica in piazza Vittorio
Veneto di fronte alla stazione centrale Giovedì 16 gennaio ore 17.00

TORINO Piazza Castello
davanti alla Prefettura Lunedì 20 gennaio ore 17.00

VIAREGGIO Al Mercato Giovedì 16 gennaio dalle 9 alle 10

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Giovedì 16 gennaio ore 16:30 presso la Prefettura di Catanzaro presidio contro l’autonomia differenziata.

Giovedì 16 gennaio ore 16:30 presso la Prefettura di Catanzaro presidio contro l’autonomia differenziata.
Questa iniziativa è organizzata a livello nazionale dal “comitato contro qualsiasi autonomia differenziata per l’unità della Repubblica e la rimozione delle diseguaglianze“.
Partecipano diverse città italiane.
Catanzaro aderisce.
Tra i promotori anche i Partigiani della Scuola Pubblica.

 

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Un successo la staffetta interregionale contro autonomia differenziata

In Scuola On
Un successo la staffetta interregionale contro autonomia differenziata

Il “Comitato territoriale contro qualsiasi autonomia differenziata” e i “Partigiani della scuola pubblica” si ritengono soddisfatti per la partecipazione calabrese, a Lamezia Terme, di sabato 14 dicembre 2019, all’evento nazionale-staffetta promosso nella Settimana dal 9 al 14 Dicembre

Comunicato Stampa

L’incontro è stato fissato dal “COMITATO NAZIONALE CONTRO QUALSIASI AUTONOMIA DIFFERENZIATA PER L’UNITÀ DELLA REPUBBLICA E PER LA RIMOZIONE DELLE DISEGUAGLIANZE”, come settimana di mobilitazione e controinformazione sulla disarticolazione politica, economica, istituzionale e sociale che l’Italia sta rischiando con l’autonomia differenziata.

L’evento staffetta si è tenuto in contemporanea su tutto il territorio nazionale, nelle città che hanno aderito, per ribadire il nostro NO ad una riforma miope ed errata che acuisce i divari nel campo della Salute, della Scuola, delle Infrastutture, della Protezione Civile, del Lavoro, delle Attività Produttive, dell’Energia, dei Beni Culturali e dell’Ambiente e che trasforma i diritti in beni o prodotti di consumo a vantaggio dei più abbienti.

Il Comitato intende sottolineare la portata eversiva del disegno reazionario e incostituzionale del regionalismo differenziato.
La minacciata approvazione del “regionalismo differenziato”, un’interpretazione estremista, ma comunque prevedibile, dell’art. 116 Cost., terzo comma, come modificato nel 2001, deve essere letta in tutta la sua portata eversiva e perciò contrastata senza incertezze.

E non è nemmeno solo una questione di compatibilità finanziaria e di sottrazione di risorse, bensì di vero e proprio attacco all’unità morale e culturale del Paese, atteso che spezzare l’unità sul tema fiscale, su tutte le norme che riguardano l’istruzione (nonostante gli accordi raggiunti fra sindacati e Governo di cui non si può che dubitare, per il parallelo e incompatibile accordo con le Regioni) e sugli altri diritti sociali, per tacere delle altre materie che sarebbero trasferite, vuol dire dissestare buona parte dell’impianto costituzionale; per di più, tramite una legge ordinaria.

Pertanto il Comitato chiede al consiglio comunale e a tutte le forze politiche democratiche di prendere posizione fattivamente contro il regionalismo differenziato

Di rilievo la qualità degli interventi che ha visto alternarsi al microfono:
per la SCUOLA, Rosella Cerra, Daniela Costabile, Gianfranca Bevilacqua, Ippolita Riommi, Daniela Grandinetti, Giorgia Gargano, Francesco Polopoli e Pino Pugliano
Per la SANITÀ
Rosa Tavella, Cesare Perri e Anna Rotella

Poi i Sindacati della scuola, CGIL e Gilda con
Arnaldo Maruca (segretario provinciale) e Antonino Tindiglia (coordinatore regionale).

E’ intervenuta anche l’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con
Mario Vallone
L’Università con il giovane Riccardo Piacente,
l’ ENERGIA con
Rosella Cerra

Sono intervenuti anche gli Avvocati
Italo Reale e Giancarlo Nicotera Presidente dell’AFI

Infine Per i Trasporti il ferroviere Franco Pellegrino
Pertinenti e compiuti anche gli interventi dal pubblico, attento e coinvolto