I PSP: il Movimento 5 stelle cambi idea sul Ministro della Pubblica Istruzione

Cattura-300x194Nessuna affermazione e rettifica può cancellare il recentissimo passato del candidato Ministro alla Pubblica Istruzione.

I Partigiani della Scuola Pubblica, che hanno fatto della lotta alla Legge 107 la loro bandiera, esprimono totale sfiducia nei confronti del futuro Ministro designato, il ds Salvatore Giuliano, di cui certo non si negano competenze e capacità, ma si mette in forte dubbio l’empatia con il personale scolastico e la volontà di risolverei problemi della Scuola, generati dalla riforma renziana.

Gli apprendimenti degli alunni devono essere al centro di qualunque progetto educativo, ma devono essere imprescindibili dalla dignità di persone e futuri cittadini consapevoli. Essere all’avanguardia nel settore digitale non è qualità sufficiente a far sviluppare il sapere critico e la consapevolezza di sè e del mondo, invece sembra si tenda a proseguire sulla linea di svilimento della persona, nell’ottica dell’inserimento nel mondo del lavoro.

I Partigiani, che avevano apprezzato il programma del Movimento 5 Stelle, sono pertanto delusi dalla scelta del candidato Ministro, invitano il Movimento a tornare sui propri passi, scegliendo fra chi ogni giorno è in prima linea nel portare avanti il delicatissimo impegno professionale scolastico e prova sulla propria pelle le difficoltà del ruolo di insegnante.

Consapevoli che la forza docente, in un primo momento amareggiata e disorientata,  sia stata comunque determinante ai fini della vittoria elettorale per la qualità del programma proposto, chiediamo un immediato ripensamento sulla scelta fatta per la Scuola e che il M5S proponga un nome condiviso, dopo aver ascoltato e analizzato sul serio le richieste della base, un nome legato all’impegno per impedire la deriva di questi anni e non legato al Renzismo e alle idee discutibilissime dell’Anp.

 

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I PSP solidarizzano con gli studenti della Ragioneria di Rende (CS)

11713188_698006876997910_986814387_oI Partigiani della scuola pubblica solidarizzano e Sostengono le ragioni degli studenti della Todaro-Cosentino di Rende che difendono la loro scuola dalla scure dei tagli che si abbatterà sull’edificio . Infatti viene fuori un quadro deprimente in cui i protagonisti, che potrebbero fare qualcosa per  salvare questa scuola dalla chiusura, si prestano invece al gioco dai tagli, imposti dall’alto,  a spese della comunità collettiva degli studenti e delle famiglie.

Di seguito il loro comunicato

Noi studenti dell’ Istituto “F.Todaro – V.Cosentino” di Rende viviamo da più tre anni una situazione sempre più insostenibile. Per le dicerie fondate sul nostro Istituto sarà il secondo anno senza la classe prima e nell’anno scolastico prossimo saremo 120 alunni circa, nella migliore delle ipotesi. Esiste una scarsissima organizzazione di ogni tipo. Sono assenti alcuni servizi fondamentali come la palestra, le fotocopie, una postazione multimediale completa ad uso studentesco, igiene scolastica scarsa (sono state trovate alcune volte feci e resti di animali), i dati sensibili non vengono sempre tutelati, la facciata dell’ edificio aspetta da 3 anni di essere ristrutturata e messa in sicurezza, nonostante i fondi assegnati. Non facciamo nessuna gita scolastica, perdiamo molti progetti interessanti ad eccezione del progetto Erasmus. Non vengono prese in considerazione le proposte provenienti dai rappresentanti nei diversi Organi Collegiali preposti. Durante l’alternanza scuola-lavoro effettuata nella Biblioteca dell’ Istituto (che non aveva i riscaldamenti accesi), gli alunni hanno dovuto trasportare libri vecchi: un compito che non spettava certamente agli studenti! Sempre per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro dobbiamo denunciare che non è stata attuata secondo la normativa vigente: gli alunni sono stati invitati a cercare coi loro mezzi il luogo o l’ azienda in cui svolgere l’alternanza! Nonostante esista la regola valevole per tutto l’ Istituto per cui è stata vietata l’entrata alla seconda ora senza accompagnatori, questa regola è stata bypassata nell’ altro plesso “F.Todaro” mentre è attuata nel plesso “V. Cosentino” : questo senza che la Dirigente Scolastica ne fosse a conoscenza. C’è molta difficoltà di comunicazione tra famiglie e Dirigente Scolastico anche perchè le decisioni di quest’ultimo sono state caotiche riguardo alla gestione delle assenze e dei ritardi degli alunni. Anche per questi motivi, molte famiglie hanno visto come unica soluzione quella di cambiare scuola, richiedendo il nulla osta che però è stato negato a molti studenti. In effetti molti dei problemi noi studenti li abbiamo non con i docenti ma con la Dirigente Scolastica e col modo in cui la nostra scuola viene gestita e organizzata. Fin dall’inizio, abbiamo avuto continui dinieghi alle nostre proposte da parte della Dirigente Scolastica che anzi ha creato un un clima scolastico teso, rifiutando molto spesso qualsiasi forma di dialogo costruttivo: molte volte ha addirittura chiamato le forze dell’ordine in occasione dei nostri tentativi di comunicare con lei. Tra i soprusi e i momenti più gravi ricordiamo che l’anno scorso alcuni di noi sono stati trattenuti “obbligatoriamente” dalla Dirigente Scolastica nell’ ufficio della Dirigenza per essere sottoposti ad un vero e proprio interrogatorio perchè voleva sapere chi avesse commesso alcune azioni secondo lei sbagliate: tutto questo è successo oltre l’orario dell’uscita da scuola e senza che i nostri genitori preoccupati ne fossero a conoscenza! Molti di noi sono pendolari e devono aspettare sotto la pioggia anche 2 ore se perdono il primo pullman all’uscita da scuola. Da troppo tempo aspettiamo l’ attuazione della decisione del Consiglio d’ Istituto riguardo all’uscita anticipata di pochi minuti nelle giornate di 6 ore: questo permetterebbe a tutti gli studenti di essere di ritorno a casa per l’ora di pranzo invece di stare in giro anche per metà del pomeriggio. Proprio per questo motivo, ieri 7 febbraio 2018, siamo scesi nell’atrio dell’entrata principale per comunicare con la Dirigente e manifestare il nostro malcontento. Lei per tutta risposta ha chiamato i Carabinieri senza dirci nemmeno una parola. Una volta questa scuola era la migliore della nostra città e ora è ridotta ad essere la peggiore. Non vogliamo che muoia. Chiediamo aiuto a tutti i cittadini e a tutte le Istituzioni affinchè questa situazione finisca subito e non si ripeta mai più! Siamo stanchi di questa “dittatura”!

Gli studenti e le studentesse

I PSP sostengono che La scuola che desiderano questi ragazzi è una scuola funzionante e funzionale al loro diritto di crescita ed apprendimento, se l’esempio che viene offerto loro è questo,allora insiste un fallimento educativo! La scuola agli alunni!

 

Genitori separati: la bigenitorialità negata dalle scuole.

26903930_1556990207718209_6108407154283261491_nI Partigiani della Scuola Pubblica solidarizzano con tutti i genitori vittime di Alienazione Parentale che, a seguito di separazioni conflittuali, sono privati dei propri figli, e denunciano con questo comunicato alcune pratiche discutibili all’interno di scuole pubbliche e private.
L’Alienazione Parentale “deriva sostanzialmente dall’esposizione del figlio al conflitto genitoriale, con sollecitazione di un’alleanza verso un genitore ai danni dell’altro alla quale corrisponde, nel figlio, un conflitto di fedeltà. Se il figlio dimostrasse affetto al genitore-bersaglio, egli stesso correrebbe il rischio di ritorsioni, quanto meno la perdita dell’affetto del genitore alienante (Montecchi 1994).
Così nell’ambito di questo conflitto di cui sono vittime un genitore e il figlio (alienati) a causa dell’altro genitore (alienante) spesso tutti coloro che si trovano intorno assumono comportamenti inadeguati al superamento del conflitto, anzi a volte contribuiscono con l’alimentarlo.
Ci giunge notizia da parte di genitori che vivono questa tragedia che alcuni Dirigenti Scolastici, pur in presenza di affido condiviso e senza limitazioni della responsabilità genitoriale, omettono di informare entrambi i genitori su tutto quanto riguarda l’attività scolastica dei loro figli, partecipando quindi al comportamento alienante. C’è addirittura il caso di una scuola che, a seguito di richiesta di un genitore di visionare gli elaborati scritti del proprio figlio in base alla legge 241/90,  in mancanza di informazioni reperibili sul registro elettronico né riuscendo a vederli con richiesta informale,  ha dato come risposta al genitore richiedente che “scomodare” il diritto  è cosa fuori luogo ed è lesivo dell’alunno (!), come se non ci si potesse appellare alla legge – almeno quello! – per vedere riconosciuti i propri diritti, lesi da pratiche a dir poco illegittime. Anche alcune scuole private, persino a vocazione cattolica, hanno assunto gli stessi comportamenti innanzi a richieste legittime dei genitori non conviventi.
È datata 2 settembre 2015 la circolare n. 5336 “Indicazioni operative per la concreta attuazione in ambito scolastico della legge 54/2006 – Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”  emanata dal MIUR per rispondere alle migliaia di segnalazioni riguardanti la mancata ottemperanza di quella legge che garantisce il diritto alla bigenitorialità. Così il MIUR evidenzia agli operatori della scuola che entrambi i genitori hanno pari responsabilità e che in particolar modo la legge vuole garantire, incoraggiare e favorire il diritto/dovere del genitore non convivente  in modo che vigili sull’educazione e l’istruzione dei propri figli, facilitando l’accesso alla documentazione scolastica e ad ogni informazione inerente le attività della scuola.
Detto questo ci auguriamo di non dover più leggere di simili “leggerezze”, tutte a danno di persone che già vivono situazioni di estrema difficoltà e che vedendosi negare finanche delle semplici informazioni sulla vita scolastica dei propri figli, di cui già sono privi a causa di comportamenti arroganti e di vendetta, non potranno che aumentare il loro disorientamento e probabilmente la loro rabbia, del resto ottenere quelle informazioni è un loro diritto, cerchiamo di non negarglielo. Almeno la scuola non sia alienante.

Docenti in sciopero vengono sostituiti da colleghi, illegittimamente: accade a Lamezia.

scioperoI Partigiani della Scuola Pubblica, in riferimento allo sciopero indetto per giorno 8 gennaio 2018 a causa della sentenza del Consiglio di Stato che nega ai docenti in possesso di diploma magistrale ante 2001/2002 il loro inserimento nelle graduatoria ad esaurimento e che ha avuto migliaia di adesioni, rilevano che in alcune scuole, ad esempio a Lamezia Terme (Cz), i docenti scioperanti di una scuola superiore di Nicastro (cz) sono stati sostituiti da altri colleghi ledendo così il diritto di sciopero, costituzionalmente tutelato.

Si vuole inoltre ricordare che si tratta di comportamenti antisindacali (ex art. 28 legge 300/1970) e diverse sono le sentenze di Cassazione che puniscono tali violazioni. Ne deduciamo che alcuni dirigenti, o i loro collaboratori, insistono su scelte palesemente illegittime che vanificano il disagio che lo sciopero intende creare.

Nei fatti si tratta di veri abusi, un misto tra ignoranza colposa che, considerato il ruolo, non si giustifica o, volendo spingersi oltre in considerazione dei poteri che la Legge 107 gli ha elargito, un neanche tanto velato abuso di potere di cui dovrebbero rispondere, compreso il danno all’erario se le sostituzioni dovessero risultare retribuite.

Alternanza scuola lavoro: a Viterbo mi vesto da elfo e lavoro gratis!

Sfruttamento degli studenti?… Viterbo torna a fare parlare di sé.

26754195_1222604934538099_1239693818_nA settembre, infatti, i Partigiani della scuola Pubblica hanno segnalato e denunciato lo sfruttamento di studenti dell’Ipsea di Caprarola, “arruolati” come camerieri alla festa del provinciale del PD (n.b. festa di partito e non festa istituzionale!) per servire la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Il compenso per la prestazione: crediti formativi!

Viterbo non ha l’esclusiva… anche a Genova alla festa del PD, la scorsa estate, sono stati “utilizzati” studenti ma questa volta in Alternanza Scuola Lavoro.

Ed è proprio a Viterbo che, nuovamente, l’alternanza fa parlare di sfruttamento degli studenti.

Lo storico liceo Buratti di Viterbo ha infatti stipulato un accordo con la fondazione Caffeina (ente privato a fini di lucro) che, durante le feste natalizie, ha organizzato, per le vie di Viterbo e dietro pagamento del biglietto, iniziative commerciali e di animazione con  studenti vestiti da elfi e da renne che hanno lavorato gratis per la fondazione per 5 ore al giorno.

E’ bastato pubblicare sui social un post esprimente qualche perplessità per fare esplodere il caso.

Genitori, docenti, cittadini si sono uniti intorno ad un interrogativo: quale è l’utilità di questo tipo di alternanza (e per alcuni dell’ASL in generale!) ai fini del processo formativo di uno studente?

Molte le domande che chiedono una risposta: introdurre nella scuola la concezione dell’impresa come luogo di apprendimento non mostra un cambio di rotta rispetto agli obiettivi che la scuola si è posta fino ad ora? (cultura di impresa versus capacità critica, capacità di cogliere nessi,  educazione alla complessità dei fenomeni). Non si rischia la subordinazione degli obiettivi della scuola pubblica agli interessi imprenditoriali, in netto contrasto con il ruolo che la Costituzione assegna alla scuola?

Per il caso specifico Viterbese: tale esperienza servirà a preparare gli studenti, prossimi disoccupati, ad un futuro di guitti e saltimbanchi che consenta loro di sbarcare il lunario? Quale vantaggio ne ha il percorso formativo e di crescita civica di uno studente? L’obbligo dell’alternanza è un mezzo per educare allo sfruttamento e alla sua necessità? (Ricordiamo che nel futuro esame di stato l’ASL non solo è una delle condizioni per poterlo sostenere ma parte dell’esame verterà su questa esperienza!).

E ancora: per quale motivo docenti contrari all’ASL di fatto collaborino per la sua attuazione assumendo il ruolo di tutor nonostante il contratto non preveda tale figura?

In attesa di chiarimenti da parte della Dirigente e dei colleghi del Buratti, una cosa è chiara probabilmente a tutti i “visualizzatori” del post: il vantaggio economico che ottiene una azienda privata ad avere a disposizione un esercito di studenti obbligati a lavorare gratis!

Per i PSP Roberta Leoni

Il Giudice Imposimato e i Partigiani della Scuola Pubblica sempre uniti per la Scuola della Costituzione.

I Docenti ricordano il Giudice Imposimato sempre al loro fianco contro la Riforma della Scuola

È morto il giudice Ferdinando Imposimato e i Partigiani della Scuola Pubblica esprimono partecipazione al cordoglio della famiglia.

I Docenti ricordano il Giudice Imposimato sempre al loro fianco contro la Riforma della Scuola.
Il giudice Imposimato fu tra i ppsp e imposimatorimi a definire la legge 107/2015 detta “Buona Scuola”: “fatta con i piedi, senza capo né coda” e fu lui ad individuare immediatamente diversi punti di incostituzionalità nonché gravi lesioni dei diritti um26167030_1540659692684594_4477797389163571339_nani, tra cui anche la lesione del diritto allo studio.

La sua lotta non fu solo “di parole”, bensì attiva ed in prima linea nelle piazze della protesta. Durante lo sciopero epocale della scuola, datato 5 maggio 2015, il giudice Imposimato partecipò per le vie della Capitale al corteo, accanto agli alunni e ai docenti. Non finì lì la sua lotta, nei mesi seguenti girò l’Italia intera per sostenere attivamente il contrasto alla legge 107, definì i docenti “eroi della democrazia” e suggerì la via dei tribunali e quella referendaria nel tentativo di ripristinare la legalità dopo l’approvazione della legge. Si adirava rispetto alla gravità della violazione dell’articolo 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento all’interno della legge 107, nonché sull’aspetto primario dato dalla Costituzione alla gratuità del diritto allo studio, completamente ignorato dagli estensori della nuova riforma della scuola.

La sua è stata una vita dedicata alla giustizia e ai diritti, si è occupato di mafia e camorra, subendo l’uccisione del fratello Franco, sindacalista. Dopo tutto questo ha continuato la simposimatoua lotta per l’affermazione della verità e della giustizia: questo è l’esempio che lascia, un testamento politico fatto di azioni in cui manifestava sempre la sua speranza in un Paese civile dove l’eguaglianza dei diritti sociali e la solidarietà fossero gli obiettivi da perseguire con la partecipazione attiva di tutti.

I Docenti ricordano il Giudice Imposimato, come Egli ha ricordato loro nel Suo messaggio di Natale

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I PSP aderiscono allo sciopero generale del 10 Novembre 2017

logo-pspI Partigiani della Scuola Pubblica aderiscono allo Sciopero nazionale del 10 novembre 2017 proclamato dalle sigle di base USB, CIB UNICOBAS, COBAS per ricordare a chi governa ancora oggi e a chi lo farà domani la contrarietà degli operatori della scuola statale pubblica alla legge 107/2015.

Chiediamo di eliminare il bonus premiale solo per alcuni, spalmando le somme su tutti per un adeguamento stipendiale che ormai si fa attendere da troppi anni, anche se sappiamo che non sarà sufficiente a portarci nella media europea, sia per i docenti che per gli ATA.

Non vogliamo che il nostro contratto venga adeguato alla legge 107/2015 di cui chiediamo la improrogabile cancellazione: non possiamo lasciare all’arbitrio dei dirigenti la facoltà di selezione dei docenti, non possiamo lasciare che i nostri studenti vengano sottratti allo studio per 200 o 400 ore nel triennio degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado per un falso apprendistato, in realtà sfruttamento legalizzato: desideriamo il ripristino degli stage non obbligatori decisi dalle singole scuole.

Ci opponiamo alla frode che nasconde il taglio di anni scolastici in termini di acquisizione delle conoscenze e competenze necessarie agli studenti per una formazione gratuita di qualità.

Chiediamo la cessazione del ricatto dell’INVALSI sulla libertà di insegnamento. Per il ripristino dello stato di diritto chiediamo l’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili di diritto e di fatto, conformemente a quanto previsto dalla legislazione europea.

Chiediamo che finalmente il personale ATA possa essere sostituito e potenziato secondo il bisogno effettivo e reale delle scuole, che oggi ogni giorno rischiano di non aprire per carenza di organico. Chiediamo che si restituisca a tutte le OO.SS. la facoltà di organizzare assemblee in orario di servizio. In tutte le piazze in cui ci saranno manifestazioni la rete dei Partigiani della Scuola Pubblica avrà una propria rappresentanza a sostegno delle sigle organizzatrici.

09/11/2017