Abolizione chiamata diretta: I Partigiani della Scuola Pubblica e Scuola Bene Comune chiedono le dimissioni della Ministra e del Presidente della settima Commissione Cultura

gallo[0]_Public_Notizie_270_470_3Nel difficile contesto di eccezionalità dettato dall’emergenza nazionale per il contenimento della diffusione del Coronavirus, i Partigiani della Scuola Pubblica e Scuola Bene Comune, pur senza perdere il focus sulla difesa della salute nelle scuole pubbliche italiane, sentono di dover puntare l’attenzione sul disegno di legge (S 763) portato avanti dalla senatrice Granato.

Il ddl, dal titolo “Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti”, volto, dunque, all’abrogazione delle norme sulla chiamata diretta dei docenti e sugli ambiti territoriali, essendo già passato in Senato con parere favorevole in prima lettura (26 luglio 2019, n. C. 2005), avrebbe dovuto essere approvato proprio in questi giorni.

Attendiamo con impazienza il perfezionamento dell’iter legislativo di uno dei provvedimenti cruciali per dare quella svolta che da due anni ormai si attende rispetto a delle politiche scolastiche portate avanti durante la precedente legislatura contro tutto il mondo della scuola

Adesso Partito Democratico e Italia Viva hanno la possibilità di recuperare il credito perduto per aver agito in modo autoreferenziale nella costruzione di una scuola gestita in modo privatistico fuori da ogni logica di certezza delle regole e del diritto.

Il sostegno al disegno di legge volto all’abolizione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali da parte di PD, Mov 5 stelle e Italia Viva è un gesto di responsabilità e di rispetto della maggioranza degli elettori che si è espressa su un modello di scuola antitetico rispetto a quello proposto con la legge 107/15. Il voto della scuola ha avuto un peso determinante, tenerne conto è un atto dovuto e politicamente corretto.

Non può passare inosservato il pericolo che con la mancata approvazione venga vanificato quanto fatto in questo senso, per arginare alcuni degli effetti nefasti della Legge 107 sullo stato di salute della scuola pubblica italiana, che sono sotto gli occhi di tutti.

Auspichiamo un atto di responsabilità attraverso un contributo determinante nella nuova compagine di maggioranza per ricucire uno strappo con il mondo della scuola che li ha portati alla debacle del 4 marzo 2018, altrimenti i Partigiani della Scuola Pubblica e Scuola Bene Comune chiedono le dimissioni delle alte cariche ministeriali, ricoperte per la Scuola dagli appartenenti al Movimento 5 Stelle, la Ministra dell’Istruzione Azzolina e il Presidente della 7ª Commissione Cultura della Camera dei deputati Gallo Luigi, considerato che, nel permettere che tale importante provvedimento possa venire congelato per esclusive opportunità di alleanze politiche, stanno mostrando di non tenere in alcun conto il malessere da tempo denunciato all’interno della scuola pubblica italiana, sul quale, tuttavia il Movimento a cui appartengono ha fatto ampia campagna elettorale e riscosso consenso, sulla base di promesse – adesso possiamo dire – per la maggior parte disattese

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