Importante convegno per la Scuola a Reggio calabria sulla regionalizzazione in atto

61062258_212214926418045_7691187753026846720_nGiovedi 30 maggio 2019 a Palazzo San Giorgio di Reggio Calabria, nella bellissima sala del lampadari si è tenuto un importante convegno per la Scuola, organizzato da Sandro Vitali dell’ANP e da Mimmo Iacopino dell’ASIS con la partecipazione dei PSP, CISL, CGIL, Libera Antimafia.

Erano presenti:

i Partigiani della Scuola Pubblica con la Prof.ssa Rosella Cerra
Il Presidente del Comitato Provinciale dell’Associazione dei Partigiani, Sandro Vitale.

Ha Relazionato la Docente universitaria di “Diritto Costituzionale” Carmela Salazar (UNIRC), sulla cui relazione si svolgerà il dibattito.

E’ Intervenuto Tonino Perna, Docente universitario,
Giuseppe Marino, referente di “Libera” Reggio Calabria e Domenico Iacopino, in rappresentanza dell’Associazione “As.I.S.”.

 Presenti anche le organizzazioni sindacali CGIL e CISL, in rappresentanza delle quali interverranno Mimmo Denaro, Segretario Generale Regionale FLC-CGIL, Arcangelo Carbone, Segretario Generale Regionale CISL–Scuola, e le Associazioni FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti).

61943037_213050523001152_1246464960305823744_nHa Introdotto Sandro Vitale ricordando che questo è il terzo degli incontri organizzati da ANPI insieme ad altri soggetti per fare informazione sulla regionalizzazione differenziata, poiché poco se ne parla.

Poi è Entrato nel vivo della discussione passando la parola alla Prof.ssa Carmela Salazar, docente di diritto Costituzionale all’UNIRC.

Anche lei denuncia una sorta di silenzio stampa e la poca trasparenza sul tema. Ricorda come il tema dell’Autonomia sia nel Contrato di Governo giallo-verde, processo avviato da Gentiloni con gli accordi preliminari fatti con le tre Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, e ora proseguito con Conte.  Puntualizza che l’articolo 116 della Costituzione prevede sì che le Regioni possano chiedere un incremento delle loro autonomie, ma vi è il ruolo importante del Parlamento che è quello di controllo. Di contro invece nelle intese si delinea una Commissione Paritetica composta dal Ministro per gli Affari Regionali e dai presidenti delle regioni interessate la quale avrà il compito di definire le risorse per l’attuazione delle autonomie richieste. Stigmatizza che con l’attuazione di tale riforma, chi più ha avrà ancora di più mentre chi ha meno avrà sempre minori servizi e garanzie.

La parola passa poi all’assessore all’Istruzione Anna Nucera che sostituisce il sindaco per i saluti istituzionali. Esordisce chiedendo perché non è stato svelato l’inganno denunciando quindi il silenzio con il quale stanno facendo passare una norma che non consente poi l’abrogazione, riferendosi al governo giallo-verde.

Interviene Tonino Perna, economista e sociologo, Professore Ordinario di Sociologia Economica presso l’Università degli studi di Messina. La sua analisi è quindi di natura economica, riferendo che la Lega non intende dividere l’Italia, ma che ciò che ad essa interessa è la “secessione economica”, che di fatto si sta attuando in varie parti del mondo. Ciò che interessa loro è il trattenimento del residuo fiscale, che ammonta a decine di miliardi di euro. In questo contesto anche la flat-tax si inserisce come un beneficio di chi ha reddito più alto.

61680869_1708754432601412_8122457049989644288_nPer i Partigiani della Scuola Pubblica interviene Rosella Cerra. L’allarme da parte dell’associazione è partita in seguito ad una dichiarazione dell’assessore all’istruzione del Veneto la quale diceva che le risorse aggiuntive per gestire la “materia Istruzione” le avrebbero avute trattenendo il loro residuo fiscale, che tradotto in cifre corrisponderebbe a circa 60 miliardi, che sommati a quelli delle altre regioni che hanno fatto richiesta in totale sarebbero 170 che verrebbero quindi meno allo Stato per la ripartizione dei fondi alle altre regioni, venendo meno il principio Costituzionale della solidarietà. A tal proposito si riallaccia al recentissimo ricorso promosso da circa 60 Comuni del Sud Italia contro l’ “applicazione perversa del federalismo fiscale” riferendosi alla distribuzione dei fondi perequativi ai Comuni che fa registrare una serie di “zeri al Sud” in diversi servizi, a cominciare dagli asili nidi, come denunciato nel libro di Marco Esposito che ha scatenato la “rivolta dei comuni”. Avverte che la secessione economica di fatto è già in atto e che lo “scippo al Sud” sta proseguendo da anni sotto i nostri occhi, complici e/o incapaci di capire e reagire. In Calabria solo un Comune ha intrapreso il ricorso, quello di Cinquefrondi, che però ha acceso la scintilla e ha fatto da apripista per tutti gli altri. Rivolge la domanda al sindaco Falcomatà sul perché la città di Reggio Calabria non abbia fatto ricorso atteso che secondo alcuni studi, fatti dal ricercatore Domenico Cortese, la cifra mancante ammonta a circa 31 milioni di euro annui. Informa anche che il TAR del Lazio ha dato ragione ai Comuni e ora il Governo deve rifare i conti entro il 22 giugno. Un altro “scippo” perpetrato negli anni è quello del 6% in meno delle risorse dello Stato al Sud, che equivarrebbe a circa 60 miliardi. In premier Conte ha di recente firmato un decreto per elevare l’importo dal 28% al 34%, come stabilito da una recentissima legge.

Nella scuola si avrebbero diverse contrattazioni

Secondo Giuseppe Marino, referente per Reggio Calabria di Libera, l’autonomia avrebbe una ricaduta nella lotta alle mafie, perché un sistema sociale disgregato facilita l’arruolamento mafioso. Anche secondo Marino ciò che è in atto non è una secessione geografica e fisica, ma economica.

61436556_213050496334488_8762551432160215040_nMimmo Denaro, segretario regionale per la scuola della CGIL-FLC, parte dalla contrattazione per la salvaguardia del sistema nazionale di istruzione. Una accusa alla sinistra che ha consegnato a questo governo il risultato di lunghe lotte. Secondo Denaro c’è una differenza sostanziale al Nord nei servizi, ma non deve esserci contrapposizione.

Relativamente al Contratto Collettivo Nazionale non si percepisce il pericolo che si crea. Il 24 aprile è stata sottoscritta una intesa per trovare le risorse per il reclutamento ed il rinnovo del Contratto e per bloccare l’Autonomia. Pertanto è stato congelato lo sciopero unitario che era stato indetto per il 17 maggio. Ma il divario già esiste. Anche nelle università. Il CCNL rimane unitario ma ci saranno delle ricadute sulle regioni.

Annuncia una manifestazione per il 22 giugno a Reggio Calabria su Mezzogiorno e Questione Meridionale organizzata dalle tre sigle sindacali, CGIL, CISL e UIL., alla presenza dei tre segretari nazionali.

Per la Cisl interviene Arcangelo Carbone, segretario regionale CISL-Scuola. Avverte che occorre essere attenti perché dopo le elezioni europee “stanno tornando alla carica”, riferendosi al rilancio, da parte degli esponenti della lega al Governo, del tema dell’autonomia. Una denuncia ed una accusa alla classe politica del Meridione che non è stata all’altezza della situazione. Ricorda che l’intesa del 28 febbraio definiva i criteri per l’applicazione ed il Sud è stato “buggerato” per l’ennesima volta, in un primo momento con l’Unità d’Italia e ora con la secessione. E denuncia come l’exploit della lega al Sud sia stato favorito da qualche “potere forte”, utilizzando un “cavallo di troia”.

Le conclusioni sono state di Mimmo Iacopino dell’ASIS di Reggio Calabria, che ricorda come con l’associazione dei PSP si sta occupando da molto tempo organizzando convegni in tutta la Calabria, con lo scopo di far conoscere e lottare.

Nel chiudere i lavori, Sandro Vitale informa del rapporto di collaborazione con la Rete dei Magistrati, salutando il magistrato Enzo Macrì (sostituto procuratore di Reggio Calabria) presente in sala, poiché è in atto un attacco concentrico alla Costituzione. Non deve esserci contrapposizione fra Nord e Sud, poiché l’Autonomia Differenziata riguarda tutta l’Italia. Chiude chiedendo: “È possibile tornare indietro da questo processo?”

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