Alternanza scuola lavoro: a Viterbo mi vesto da elfo e lavoro gratis!

Sfruttamento degli studenti?… Viterbo torna a fare parlare di sé.

26754195_1222604934538099_1239693818_nA settembre, infatti, i Partigiani della scuola Pubblica hanno segnalato e denunciato lo sfruttamento di studenti dell’Ipsea di Caprarola, “arruolati” come camerieri alla festa del provinciale del PD (n.b. festa di partito e non festa istituzionale!) per servire la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Il compenso per la prestazione: crediti formativi!

Viterbo non ha l’esclusiva… anche a Genova alla festa del PD, la scorsa estate, sono stati “utilizzati” studenti ma questa volta in Alternanza Scuola Lavoro.

Ed è proprio a Viterbo che, nuovamente, l’alternanza fa parlare di sfruttamento degli studenti.

Lo storico liceo Buratti di Viterbo ha infatti stipulato un accordo con la fondazione Caffeina (ente privato a fini di lucro) che, durante le feste natalizie, ha organizzato, per le vie di Viterbo e dietro pagamento del biglietto, iniziative commerciali e di animazione con  studenti vestiti da elfi e da renne che hanno lavorato gratis per la fondazione per 5 ore al giorno.

E’ bastato pubblicare sui social un post esprimente qualche perplessità per fare esplodere il caso.

Genitori, docenti, cittadini si sono uniti intorno ad un interrogativo: quale è l’utilità di questo tipo di alternanza (e per alcuni dell’ASL in generale!) ai fini del processo formativo di uno studente?

Molte le domande che chiedono una risposta: introdurre nella scuola la concezione dell’impresa come luogo di apprendimento non mostra un cambio di rotta rispetto agli obiettivi che la scuola si è posta fino ad ora? (cultura di impresa versus capacità critica, capacità di cogliere nessi,  educazione alla complessità dei fenomeni). Non si rischia la subordinazione degli obiettivi della scuola pubblica agli interessi imprenditoriali, in netto contrasto con il ruolo che la Costituzione assegna alla scuola?

Per il caso specifico Viterbese: tale esperienza servirà a preparare gli studenti, prossimi disoccupati, ad un futuro di guitti e saltimbanchi che consenta loro di sbarcare il lunario? Quale vantaggio ne ha il percorso formativo e di crescita civica di uno studente? L’obbligo dell’alternanza è un mezzo per educare allo sfruttamento e alla sua necessità? (Ricordiamo che nel futuro esame di stato l’ASL non solo è una delle condizioni per poterlo sostenere ma parte dell’esame verterà su questa esperienza!).

E ancora: per quale motivo docenti contrari all’ASL di fatto collaborino per la sua attuazione assumendo il ruolo di tutor nonostante il contratto non preveda tale figura?

In attesa di chiarimenti da parte della Dirigente e dei colleghi del Buratti, una cosa è chiara probabilmente a tutti i “visualizzatori” del post: il vantaggio economico che ottiene una azienda privata ad avere a disposizione un esercito di studenti obbligati a lavorare gratis!

Per i PSP Roberta Leoni

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