PSP: il 4 dicembre votiamo NO. Salviamo la Costituzione!

DIRE NO È L’ULTIMO ATTO DI DIGNITÀ

psp-vota-noCome sarebbe risvegliarsi un lunedì a golpe avvenuto grazie a un assenso estorto con l’inganno, con allarmismi, brogli e voto di scambio in spregio a qualunque regola democratica?

Il 6 aprile 1924 Mussolini vinse le elezioni. Ci riuscì grazie al sostegno delle élites industriali e finanziarie dell’epoca, che diedero il battesimo al Partito Nazionale Fascista nella loro sede di Milano.
E con esso, all’uso sistematico dell’intimidazione e della violenza, alla connivenza di larga parte degli organi dello Stato e di un ampio sostegno dei media istituzionali. Promettendo l’uscita dagli intralci burocratici imposti dalla democrazia parlamentare attraverso un governo e un primo ministro forte, libero dai lacci dei contrappesi istituzionali.

Fra tre giorni speriamo di risvegliarci in un paese che, avendo imparato dalla propria Storia, sappia dire NO a chi intende reiterare quell’esperienza drammatica.

Oggi il PD di Renzi gode dell’appoggio di élites industriali e finanziarie nazionali e internazionali.
Ha facoltà di esercitare un enorme potere di intimidazione grazie alle controriforme che, negli ultimi due anni, hanno affidato al governo la selezione discrezionale di ogni dirigente pubblico: docenti universitari, magistrati, televisione pubblica, sanità.
Alla violenza ha sostituito la truffa delle false campagne mediatiche rilanciate da media compiacenti, promettendo libertà d’azione per il suo governo senza i vincoli di una democrazia che viene definita oggi burocrazia.

Se il paese scegliesse di tornare a questo neofascismo di seconda generazione, non si faccia illusioni: non sarebbe possibile tornare indietro.
Il nuovo Senato non eletto potrebbe inibire qualunque maggioranza eletta volesse proporre politiche economiche divergenti da quelle imposte dalle banche d’affari e dall’Unione Europea, o chiedere un referendum per ripristinare i fondamenti democratici della vecchia Costituzione.

Jobs Act, Sblocca Italia, Buona Scuola diventerebbero intoccabili e preludio di una nuova ondata di riforme neoliberiste che i mercanti padroni del PD già chiedono a gran voce.
La clientela e la cieca obbedienza alle direttive di partito diventerebbero costituzionalmente riconosciute.
E sulla libera informazione che oggi sopravvive solo sul web, si abbatterebbe una nuova forma di censura.

Lunedì potremmo anche risvegliarci in un paese da incubo.
In questo caso una cosa è certa: non moriremo in un paese fascista.

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