Che Paese mai sarà mai quello che toglie la scorta a chi denuncia le mafie, vota contro l’arresto di un indagato per mafia e introduce nella Scuola meccanismi ad alto rischio corruttivo?

werI docenti, Partigiani della Scuola Pubblica, solidarizzano con l’imprenditore lametino che ha denunciato il racket, Rocco Mangiardi, il “testimone di giustizia” a cui è stata recentemente ridimensionata la scorta.

Ricordiamo che il coraggioso Mangiardi, si era dichiarato parte civile nei processi contro le cosche che si sono celebrati a Lamezia e a Catanzaro e ha contribuito, con le sue parole, a numerosi arresti nei confronti dei clan che per anni hanno vessato gli abitanti del territorio di Lamezia.

Mentre 110 senatori della Repubblica hanno appena votato contro l’arresto di Caridi, ritenuto dalla Procura di Reggio Calabria parte decisiva della cupola ‘ndranghetista reggina, a Rocco Mangiardi, viene ingloriosamente ridotta la scorta ad un solo autista!

Che Paese sarà mai quello in cui il Governo toglie i meccanismi di legalità, trasparenza, imparzialità, garantiti dalle graduatorie dei docenti, per introdurre, incomprensibilmente, attraverso la Riforma della Scuola, processi ad alto rischio corruttivo nelle scuole, (così definiti dal Presidente dell’Autorità Anac, Raffaele Cantone), innescati dalla chiamata diretta dei Dirigenti all’incarico dei docenti, selezionati per curriculum?

I Partigiani della scuola Pubblica, da sempre attenti osservatori, custodi della legalità, avamposti contro gli abusi e la corruzione, chiedono che il Ministero degli Interni riveda questa scellerata decisione e ripristini la scorta a chi ha servito lo Stato con abnegazione e coraggio.

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