RENZI BYPASSA L’ANAC E METTE LA SCUOLA PUBBLICA A RISCHIO CORRUZIONE

 

MATTEO-RENZI-RAFFAELE-CANTONE_05_resize.jpgI PSP – Partigiani della Scuola Pubblica si chiedono vivamente cosa pensi l’Anac e il suo presidente, il dott. Cantone, delle indicazioni operative del MIUR uscite il 22 luglio, che per le situazioni oggettive qui sotto evidenziate espongono la scuola pubblica a rischi gravissimi di corruzione e di mancata trasparenza.

Ad aprile 2016 è uscita la Delibera n. 430 dell’Anac, una importante fonte di linee guida per la correttezza delle procedure della Pubblica Amministrazione. Questa delibera identificava un certo numero di possibili rischi di corruzione nella Scuola Pubblica ed evidenziava, ove possibile, i rimedi. In particolare, nell’allegato 1, veniva identificato come “Processo a maggior rischio corruttivo”, tra gli altri, la “Formulazione di proposte di incarico ai docenti coerenti con il PTOF“, perché collegato all’evento rischioso di “Favorire il posizionamento nelle graduatorie interne di particolari docenti o personale ATA di ruolo attraverso l’attribuzione illegittima di punteggi”. Come rimedio, veniva prescritta la “Pubblicazione, sul sito internet della scuola, della normativa contenente i criteri per la formazione delle graduatorie e della graduatoria, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali (d.lgs. n. 196/2003)”.

La pubblicazione delle indicazioni operative del MIUR del 22 luglio per la chiamata diretta da parte dei presidi ha, senza dubbio alcuno, bypassato tutta una serie di controlli predisposti ad aprile dal presidente Cantone, poiché prescinde completamente da una graduatoria interna, come tutti possono vedere.

Ricordiamo infatti che nelle indicazioni operative [Nella prima fase, i dirigenti scolastici] “individuano un numero congruo di criteri, indicativamente da tre a sei, anche in ordine di priorità, coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa e il Piano di miglioramento, corrispondenti alle competenze richieste per l’individuazione dei docenti.” I criteri, con i posti disponibili, vengono pubblicati poi in date diverse a seconda del grado della scuola. I docenti si candidano pubblicando il loro CV su Istanze On Line, e poi i Dirigenti Scolastici procedono all’individuazione delle competenze: “esaminano la corrispondenza dei CV dei docenti inseriti nell’ ambito, partendo da quelli che hanno presentato la propria candidatura, con i criteri prefissati. I dirigenti scolastici, per

ciascuno dei posti, individuano così il docente cui proporre l’incarico, eventualmente anche

mediante colloqui, in presenza o in remoto (ad es. videochiamata, skipe,…. ). In ogni caso, la

scelta del docente dovrà essere motivata;”

Noi PSP – Partigiani della Scuola Pubblica ci permettiamo prima di tutto di far notare che questa modalità dove il Dirigente Scolastico è l’unico arbitro del processo di “Formulazione di proposte di incarico ai docenti coerenti con il PTOF“ rappresenta un rischio gravissimo di corruzione. La scelta di docenti non basata su criteri oggettivi (come titoli di studio qualificanti e anzianità di servizio), condivisi su base nazionale e concordati con le parti sociali è un grave abuso e porterà all’assegnazione di incarichi triennali senza alcun controllo sulla validità e correttezza delle scelte effettuate, esporrà qualsiasi scuola al rischio paralizzante di decine di ricorsi e alla possibilità di vedere stravolti i propri organici in caso di vittoria dei ricorrenti, ed esporrà anche i DS a possibili ricorsi e pendenze legali in caso di irregolarità accertate.

Sottolineiamo inoltre che la procedura per le scuole secondarie di secondo grado prevede addirittura che i CV dei candidati siano posti su Istanze On Line dal 16 al 19 agosto mentre la disponibilità dei posti e i criteri scelti arbitrariamente dalla scuola saranno pubblicati a partire dal 18 agosto. Esiste quindi la possibilità oggettiva che per le scuole in oggetto tutti i CV siano presentati in assenza di criteri chiari su come verranno valutati. Speriamo che il MIUR corregga subito tale “svista”, di certo dovuta a un errore materiale.

Notiamo infine con grande rammarico che non sono previste assolutamente sanzioni per i DS che non pubblichino in tempo i criteri per l’assegnazione degli incarichi triennali e che non motivino a sufficienza le loro scelte.

Vogliamo anche ricordare questo articolo, http://www.altalex.com/documents/news/2015/09/03/la-posizione-del-dirigente-scolastico, comparso sul portale Altalex quasi un anno fa, che identificava un certo numero di rischi di corruzione non previsti dalla legge 107. Invitiamo tutti alla lettura di questo articolo, per rendersi conto meglio, se ce ne fosse ancora bisogno, che questa attuazione della chiamata diretta creerà una quantità di problemi immensamente maggiore dei presunti problemi che dovrebbe risolvere.

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