Non rubateci il docente di sostegno

sostegnoGli Insegnanti di sostegno lanciano un appello al mondo della scuola, ai genitori, alle associazioni, partiti, movimenti, collettivi e gruppi docenti: Lottiamo uniti contro l’abolizione del docente di sostegno e chiediamo appuntamento con Faraone:

“NON RUBATECI IL DOCENTE DI SOSTEGNO!

E’ di queste ore la notizia, osiamo dire discutibile, della riforma del sostegno che il Governo Renzi si appresta a definire unilateralmente, grazie alle deleghe in bianco che ha avocato a sé nella riforma 107/2015, cosiddetta Buona Scuola.
Il Governo non pensa più ad un insegnante di sostegno specializzato in attività di sostegno, ma ad un altro tipo di personale non docente che abbia competenze paramediche (!) con una formazione specifica sulle diverse disabilità gravi e che sappia somministrare le medicine. Quindi una figura anomala in ambito scolastico, dal momento che le scuole erano coadiuvate da assistenti alla persona per i bisogni fisiologici e da personale educativo che copriva le ore in cui l’insegnante di sostegno non era previsto .
Ogni scuola dovrebbe in futuro incaricare come tutor un docente specializzato che avrebbe il solo scopo di coadiuvare i docenti della classe , in cui è presente lo studente con disabilità, per la stesura del Piano educativo individualizzato.
Dimenticano forse che il docente di sostegno è ora coadiuvato nel proprio intervento didattico dall’equipè della ASL, solitamente formata da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo ed un assistente sociale? Per cui non pensiamo che sia proprio abbandonato alle proprie capacità d’improvvisazione, essendo lo stesso comunque specializzato e quindi in possesso di tutti gli strumenti per lavorare proficuamente.
Anche Dividere le carriere crediamo sia deleterio. Ed è vero pure che con la riforma Gelmini, anche nella scuola superiore, la divisione per aree disciplinari si sta superando, ma questo non ci sembra che abbia portato migliorie, anzi!
Infatti, se un alunno segue la programmazione di classe perché la sua disabilità non è gravissima, grazie alla vicinanza di un docente di sostegno, che è innanzitutto un docente disciplinare di una specifica area, che poi è quella in cui l’allievo presenta maggiore potenzialità, lo stesso potrà aver ben garantiti i risultati attesi.
Allora ci sembra opportuno rivolgere lo sguardo a chi la scuola la fa e non la teorizza e lo facciamo dicendo assertivamente “No all’idea di “medicalizzare” l’importante figura del docente di sostegno”; diciamo No alla possibilità di dover somministrare i medicinali di cui gli alunni necessitano, come prevede la proposta di riforma, perché troppo grande è la responsabilità che ne scaturirebbe;
le leggi-delega ancora da discutere in Parlamento, tramite le quali Renzi e la Giannini s’apprestano a completare l’opera di distruzione della vera Buona Scuola. In particolare: medicalizzando e marginalizzando la figura dell’insegnante di sostegno (trasformandolo in mera figura di sistema per ridurne il numero e scaricare i tagli sui diversamente abili, nonché sul resto del personale docente – con corsi farsa di 20 ore – e l’opera di integrazione, che in tal modo verrebbe negata ed affossata).
Proponiamo, pertanto, al sottosegretario Faraone un confronto pubblico sulla figura del docente di sostegno nei tempi e nei luoghi che vorrà indicarci, per garantire rispetto e dignità all’integrazione scolastica, che era il fiore all’occhiello dell’innovazione pedagogica in Italia!

Illumin’Italia
Insegnanti calabresi- PSP Partigiani della Scuola Pubblica
Docenti di sostegno italiani
Genitori con figli con bisogni educativi speciali e/o diversamente abili

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