Come sfiduciare la Legge 107? Gli Insegnanti calabresi lanciano la loro proposta

Manifestazione Nazionale Docenti- Studenti del 13 Novembre 2015 (Sciopero Unicoba e Cobas) con consegna di documento di sfiducia alla riforma in Prefettura!
Alleghiamo il documento di sfiducia e tutti i passaggi per depositarlo nelle sedi prefettizie d’Italia! Occasione imperdibile per dare un colpo esemplare alla pessima legge 107!
https://www.facebook.com/events/107478619614459/
Gli “Insegnanti calabresi- PSP Partigiani della Scuola Pubblica” continuano la mobilitazione e vi propongono una nuova iniziativa che lanceremo tra 2 giorni:
1) Adesione allo sciopero del 13 novembre, con partecipazione alla manifestazione di Roma o nella città di appartenenza insieme agli studenti
2) Alla fine della manifestazione studentesca di giorno 13, una delegazione di studenti e docenti si recherà dal Prefetto e consegnerà un documento (preparato da noi) di sfiducia alla Legge 107
3) L’operazione avverrà in simultanea in tutta Italia; tutti davanti al Prefetto con il documento scritto da noi, si firma davanti al Prefetto (con la carta d’identità) e si protocolla
4) per andare dal Prefetto giorno 13, si porta una richiesta di appuntamento in Prefettura, una settimana prima. Alleghiamo la richiesta di appuntamento con il Prefetto e il documento di sfiducia
se non è possibile avere l’appuntamento col prefetto, si opterà per il viceprefetto
La consegna del documento di sfiducia ha lo scopo di rendere nota, ufficialmente alle istituzioni, la nostra avversione per una Legge liberticida e dannosa
la Consegna in Tutta Italia (sono ben 120 le sedi prefettizie) avverrà davanti alla stampa e se, va in porto, potrebbe avere una vasta eco perchè sfiduciamo una Riforma pessima, prima che vada a regime.
Nel caso in cui non dovesse esserci alcuma manifestazione studentesca nella vostra città, si può procedere ugualmente alla consegna del documento al prefetto

DOCUMENTO DI SFIDUCIA DELLA LEGGE 107 DA FIRMARE DAVANTI AL PREFETTO GIORNO 13 NOVEMBRE AL TERMINE DELLA MANIFESTAZIONE STUDENTESCA

Noi docenti e studenti autoconvocati di ………………… e Provincia, con il presente documento, intendiamo rappresentare al Governo la nostra sfiducia nei confronti della legge 107/2015 per le seguenti motivazioni:
La legge 107/2015 introduce capitali privati nelle scuole pubbliche ed attenta ai meccanismi finora trasparenti della valutazione e delle assunzioni, con perdita di garanzie per gli utenti e per i lavoratori;
La legge 107/2015 non intende favorire lo sviluppo e la crescita di soggetti liberi di muoversi con sicurezza nel mondo reale, di creare o di progettare un avvenire che appartenga a loro e sia il coronamento della predisposizione di una personalità autonoma e critica, ma esclusivamente soggetti impostati su uno standard di lavoro dipendente e subalterno, guidati dal Pensiero Unico, che sacrifica e mortifica la libera espressione della creatività dell’individuo e prosterna la prospettiva di progresso sociale;
La legge 107/2015 cancella la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione all’art. 33 e compromette l’attendibilità dei titoli di studio;
La legge 107/2015 cancella le scuole dell’infanzia riportandole ai livelli qualitativi dei cd. “asili” cofinanziati dagli enti territoriali e dalle famiglie;
La legge 107/2015 asfalta le pari opportunità garantite dalla Costituzione con la delega in bianco sul sostegno con cui si intende privare i soggetti diversamente abili di sostegno alla didattica in aula;
La legge 107/2015 trasforma la scuola da organismo democratico in una S.P.A. gestita da un manager plenipotenziario.
La scuola che vogliamo deve essere libera e plurale; solidale e uguale; pubblica, statale e costituzionale!
La scuola che vogliamo deve avere dei curricoli dotati di numero di ore sufficiente ad ampliare gli spazi di dibattito e di approfondimento in aula, a consentire il recupero dei soggetti svantaggiati e l’utilizzo della dotazione tecnologica dovuta ai POR FESR, nel rispetto della sentenza del TAR del Lazio n. 3527 del 2013 ed esecutiva n. 6438 del 2015, tuttora rimasta lettera morta, per cui il MIUR è commissariato;
La scuola che vogliamo deve favorire l’inclusione dei soggetti svantaggiati abbattendo il tasso di dispersione scolastica grazie anche alla riduzione del numero di alunni per classe e al mantenimento della figura del docente di sostegno alla didattica in aula;
La scuola che vogliamo deve fornire a tutti pari opportunità formative e giusto riconoscimento ad inclinazioni e merito, deve concedere anche nelle ore pomeridiane spazi autogestiti agli studenti per praticare attività di tutoraggio scolastico sia tra pari sia con i docenti, approfondimenti, ricerche, dibattiti, discussioni, abituando i giovani fin dalla tenera età all’esercizio della cittadinanza vigile e attiva.
La scuola che vogliamo recluta i docenti secondo principi ispirati a trasparenza ed equità, e a questi principi e alla collegialità é affidata altresì la sua conduzione nella pianificazione dell’Offerta formativa.
La scuola che noi vogliamo, dunque, non ha nulla a che vedere con la legge 107/2015, di cui chiediamo la sostituzione immediata negli aspetti che non riguardano le assunzioni nella consapevolezza che è un testo inemendabile che confligge con il dettato Costituzionale ed è incompatibile con buona parte della legislazione vigente.

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